martedì 26 febbraio 2008

Le urla nel silenzio della Napoli che vuole riciclare tutti i suoi rifiuti


Napoli, sabato23 febbraio 2008 Piazza Dante . Una Napoli che vuole riscattarsi e riciclare tutti i suoi rifiuti c’è. Lo hanno gridato giosamente con canti, balli, scherzi tutta la giornata oltre 20.000 persone. Tra stand per promuovere la raccolta differenziata porta a porta a Napoli dove sono state raccolte oltre 10.000 adesioni in un giorno solo, bidoni della raccolta differenziata su tutto il perimetro della seconda piazza più grande di Napoli dove chi è accorso alla “Giornata del Rifiuto” ha educatamente differenziato i propri scarti, kit per spiegare alla gente i vantaggi di bere acqua del rubinetto, utilizzare detersivi alla spina, borsine multiuso ed uscire dall’emergenza senza inceneritori e mega discariche. Il tutto organizzato, in pieno autofinanziamento, e con soli 7.000 euro, da centinaia di giovani di Napoli e non solo uniti dalla “Rete”. Una Napoli che l’Italia che legge e guarda le grandi televisioni non ha visto né letto. Non esiste. E’ stata censurata totalmente come nel peggior regime dittatoriale.
Non si deve sapere che c’è una Napoli che è scesa in piazza per gridare al mondo che ha capito che l’emergenza rifiuti è stata creata ad arte per promuovere in maniera stupendamente “bipartisan” la costruzione d’inceneritori in tutta Italia. Che vuole gridare al mondo che sa come stanno le cose e sa come uscirne con semplicità ed in armonia con la natura.
L’urlo gioioso di questa Napoli è diventato un “urlo nel silenzio”.
Avete letto qualcosa sul fascicolo nazionale di “Repubblica” o altri grandi quotidiani domenica? Un piccolo “bollino” solo sul Corriere della Sera, sulle dichiarazioni di Grillo più di taglio politico e poco più….un taglio basso di stampo politico sulla “Stampa”, come il servizio della Rai. Il Giornale di Paolo Berlusconi (già proprietario della ex discarica di rifiuti di Cerro Maggiore che per non finire in galera ha patteggiato un risarcimento di 52 milioni di euro (clicca qui) ha parlato di un flop….sarebbero state presenti solo 3.000 persone.. Sarà le edizioni locali di Napoli di Mattino, Corriere, Repubblica che giocoforza dell’evento hanno parlato facendo tra l’altro cronache serie e fedeli, hanno parlato di oltre 20.000 presenze in piazza per un evento che oltre a tantissimi gruppi locali e docenti universitari partenopei ha visto la partecipazione di Edoardo Bennato, Francesco Baccini, Franca Rame, Padre Alex Zanotelli, Maurizio Pallante, l’oncologa Patrizia Gentilini, il tossicologo professor Marfella ….
Solo Sky Tg24 ed Ecotv (clicca qui) la tv online e satellitare che ha trasmesso l’evento hanno “capito” (ci prendiamo in giro ed usiamo questo termine?) la notizia... Quello accorso in piazza Dante era un mondo di tanti giovani senza bandiere i cui slogan erano “ricomincio da tre: riduco, riuso, riciclo”, “differenziamoci”, “riduciamo i rifiuti”. Un mondo di gente che si informa direttamente su internet e non crede alle sparate di Umberto Veronesi neo candidato del PD sugli inceneritori “a zero emissioni”. Non ci crede perché sa che la Fondazione del celebre professore è finanziata da Veolia la grande multinazionale francese che costruisce… inceneritori. Quella piazza di giovani ha fatto diventare tanti slogan realtà, riciclando (persino le “cicche” di sigarette) e ripulendo tutto dalle 10 di mattina fino alle due di notte.
Era quel mondo pulito, positivo e variopinto la notizia più bella che nessun grande giornale italiano ha dato.
Già, perchè queste persone ufficialmente vengono definite “antipolitica”, alla stregua di chi, dopo l’unità d’Italia definiva i napoletani ancora fedeli ai Borboni…”briganti”.
In un paese normale quelle migliaia di giovani di Napoli sarebbero stati portati in palmo di mano come esempio civile da seguire per tutta la Campania e l’Italia. In quest’Italia dove esiste una falsa democrazia, questi giovani sono stati fatti semplicemente “scomparire”. Tutto questo è successo a Napoli, dove erano accreditati 150 giornalisti, in gran parte stranieri Bbc e Cnn incluse che hanno documentato -loro sì- al mondo la storia dell’altra Napoli. Quella che più di tutte ha subito quest’emergenza e che più di tutte combatte contro potentissime lobby industriali e politiche, e pure contro la malavita organizzata.
Per quello che è successo il giorno dopo sulla “grande” stampa valgono per tutti le parole che David Willey corrispondente dall’Italia per la BBC mi ha rilasciato a caldo aprendo i giornali la domenica mattina: “E’ una cosa scandalosa, nessun giornale nazionale italiano ha parlato di quanto è accaduto a Napoli, del grande messaggio di migliaia di giovani, giovani intelligenti, che sono informati e che si sentono totalmente spaesati in questa situazione. Aprire i giornali il giorno seguente e non trovare notizie è imbarazzante, ma è chiaro che in Italia manca una stampa libera e indipendente”.
Non si scandalizzi nessun benpensante se il prossimo V-Day che il comico Beppe Grillo ha lanciato per il 25 aprile riguarderà proprio il mondo dell’ informazione....
Matteo Incerti (ReggioNelWeb.it n. 258 del 26/02/2008 )

Mio intervento sul palco al Giorno del Rifiuto di Napoli

sabato 23 febbraio 2008

Napoli, Il Giorno del Rifiuto



Intervento al 'Giorno del Rifiuto', Piazza Dante - Napoli 23 febbraio 2008

martedì 22 gennaio 2008

“Gli inceneritori sono fabbriche di veleni evitabili”


L’oncologa dottoressa Patrizia Gentilini (Isde-Medici per l’Ambiente) che insieme al professor Federico Valerio dell’Istituto Tumori di Genova ha partecipato ad un convegno organizzato dai Comitati Salute e Ambiente, parla degli effetti sulla salute umana degli inceneritori di rifiuti e delle alternative possibili fino a Rifiuti Zero come in California.

In queste settimane abbiamo sentito politici, opinionisti affermare che gli inceneritori, o termovalorizzatori come li chiamano con una parola inventata tutta italiana, farebbero adirittura “bene alla salute”. E’ così?

“Assolutamente no. Gli inceneritori sono delle fabbriche di veleni inutili dei quali possiamo fare assolutamente a meno. Porre il problema dei rifiuti come scelta tra inceneritore e discarica è come costruire una casa cominciando dal tetto”

Perché ?

“La politica dei rifiuti prevede inanzittutto la riduzione, il riciclo ed il riuso. Il cosiddetto recupero energetico per l’Unione Europea non è la combustione di rifiuti indifferenziati . Il recupero energetico si può ottenere anche con trattamenti meccanico biologici senza combustione.
Inoltre come ho visto io di persona in un centro riciclo del trevigiano, dalla parte non riciclabile dei rifiuti rimasta dopo le raccolte porta a porta con processi di estrusione e senza bruciare si possono ottenere materiali utili e riutilizzabili in edilizia”

Lei quindi crede nella proposta Rifiuti Zero già adottata da grandi realtà degli Stati Uniti come San Francisco in California
(http://www.sfenvironment.org/our_programs/overview.html?ssi=3 ) o la stessa Fresno

(http://www.fresno.gov/Government/DepartmentDirectory/PublicUtilities/SolidWaste/Recycling/Zero+Waste.htm ) nella industrialissima Silicon Valley ?


“Assolutamente sì. Se vogliamo uscire da questa finta emergenza, dobbiamo metterci in testa che i rifiuti non sono un problema ma sono una risorsa, una ricchezza sono materiali da non sprecare o distruggere. Solo ripensando bene l’ultima parte di questa catena malata possiamo pensare di uscire da questa problema nel quale siamo immersi”.

Ma torniamo sul piano degli effetti della salute. L’Ordine dei Medici dell’Emilia Romagna ha presentato un esposto ed un appello affinché in Regione non vengano più realizzati inceneritori facendo andare su tutte le furie il ministro Bersani. Centinaia di medici hanno firmato appelli sia in Romagna e recentemente anche a Piacenza.

“Abbiamo fatto solo il nostro dovere applicando, di fronte a centinaia di studi che dimostrano la correlazione tra inceneritori e malattie, il principio di precauzione. In queste settimane invece ho sentito da parte di politici ed opinionisti affermare cose senza alcun fondamento scientifico. Con politici e giornalisti tv che facevano i medici senza averne i titoli…Vorrei ricordare che proprio qualche giorno fa anche il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Medici di Francia ha chiesto una moratoria sugli inceneritori. In più vorrei aggiungere un'altra cosa legata proprio al nostro territorio”


Prego

“Viviamo nella Pianura Padana siamo una delle aree più inquinate del pianeta. Abbiamo una riduzione della speranza di vita alla nascita causata dalle polveri sottili Pm 2.5 . Una riduzione che secondo i dati dell’Unione Europea come minimo di due anni e mezzo con un danno che è tanto maggiore per le donne. Non possiamo permetterci di aggiungere altri veleni dobbiamo ridurre il carico inquinante”

Ma da parte di politici e conduttori di trasmissioni tv ed opionionisti è stato affermato che non esistono studi che provano la correlazione tra inceneritori e malattie.

“Non è vero. Porto un esempio. Un recente studio fatto a Coriano, ha mostrato un aumento del rischio di morte nelle donne che hanno riseduto almeno 5 anni nel raggio di 3 chilometri e mezzo dagli inceneritori di quella zona con un rischio anche di morte per alcuni tumori fino al 54%. Di studi così nel mondo ce ne sono moltissimi e vorrei ricordare una frase del oncologo professor Lorenzo Tomatis (http://it.wikipedia.org/wiki/Lorenzo_Tomatis ), già presidente dell Agenzia Internazionale per le Ricerche sul Cancro di Lione-Iarc e scomparso lo scorso settembre che da sempre denunciò i rischi dell’incenerimento proponendo alternative”

Cosa disse ?

“Il 25 novembre 2005 all’inizio dell’audizione in Comune a Forlì dichiarò: “le generazioni a venire non ci perdoneranno il danno che noi stiamo loro facendo”

Ma c’è chi afferma che gli inceneritori inquinano meno del traffico automobilistico.

“Altro modo sbagliato ed assurdo sul piano sanitario di affrontare il problema. La questione dell’inquinamento dei rifiuti si compara tra sistemi di smaltimento dei rifiuti quindi inceneritori contro raccolte differenziate porta a porta e trattamento meccanico biologico o altri sistemi e si deve scegliere il meno inquinante per la salute umana. Il traffico automobilistico va comparato con diversi modelli di mobilità e così via”

Se potesse lanciare un appello alla nostra società cosa direbbe sul tema ?

“Io ho lavorato per trent’anni in un reparto di oncologia. Dobbiamo capire tutti che queste malattie terribili, malattie degenerative, oncologiche, neurodegenerative vengono per l’esposizione sempre più massiccia della popolazione degli inquinanti ambientali e dei veleni degli inceneritori possiamo farne assolutamente a meno esistendo le alternative (http://www.youtube.com/watch?v=o8De1Qt_wGU ) con riduzione, raccolta differenziata porta a porta, riciclo, compostaggio e trattamento meccanico biologico”


Matteo Incerti (Reggio nel Web 22 gennaio 2008)

martedì 15 gennaio 2008

Muoversi in città: la bici sfida l’auto e... vince!






REGGIO EMILIA - L’utilizzo della bicicletta vince su quello dell’auto sotto tutti in punti di vista. A dimostrarlo una vera e propria “corsa” in città tra pedale e quattro ruote a motore. La “sfida” si è svolta dalla periferia cittadina al centro storico. Il risultato? Nelle ore di punta, nel raggio di 4-5 chilometri, dove la maggioranza della gente si muove nel percorso casa-lavoro in automobile, la bicicletta si dimostra il mezzo di trasposto migliore per velocità, convenienza economica, inquinamento evitato e …perché no, pure calorie bruciate.
L’abbiamo provato di persona, compiendo 5 percorsi diversi, proprio in occasione delle ore di punta. Sia in auto che in bicicletta. E il risultato per tutti è il medesimo: vince la bicicletta.
Guardiamo di seguito nel dettaglio i singoli percorsi.
Da Rivalta a Piazzale Fiume (5,6 chilometri): Dal punto di vista temporale la sfida è terminata pari tra auto e bici: diciassette minuti per entrambi. L’automobile è partita alle 8:17 dalla rotonda di Rivalta ed è arrivata alle 8:34 in Piazzale Fiume di fronte al Campo Tocci tra semafori rossi, ingorghi e colonne, ma anche qualche accelerata in zone più libere dal traffico. In totale l’auto ha percorso 5 chilometri e seicento metri. La bici ha percorso il tragitto nello stesso tempo ma attraverso un numero maggiore di chilometri avendo utilizzato la pista ciclo-pedonale del Crostolo. Un tuffo nella natura (ed in discesa il che non guasta mai,) ma che ha allungato il percorso di due chilometri.
Da Pieve Modolena a Piazza del Monte (3.6 chilometri circa). Da Pieve in via Fratelli Cervi fino a Piazza del Monte la bicicletta ha stravinto. Approfittando della pista ciclabile che costeggia tutta la via Emilia e del fatto di poter attraversare il centro senza problemi il tragitto è stato percorso in 9 minuti e mezzo. Per l’automobile invece nell’ora di punta delle 12:30 è stato un vero e proprio calvario. Sedici minuti per arrivare al parcheggio di piazza Vallisneri più altri tre a piedi dopo il parcheggio per giungere nel cuore di Reggio con arrivo alle 12:49. Totale 19 minuti. Unico svantaggio per la bici, qualche insopportabile “sbuffata” di gas di scarico di autocarri diesel. Anche se va detto che diverse ricerche indicano che l’aria che si respira in auto, trattandosi di particelle sottili, è la stessa che si respira fuori.
Da Rosta Nuova a Piazza del Monte (2.1 chilometri) L’automobile ha decisamente perso la sfida in questo percorso cittadino. Dalla rotonda in fondo a via Manara fino a Piazza del Monte, partendo alle 8:10 di mattina, l’auto ha impiegato un quarto d’ora, di cui dodici minuti sul mezzo e tre per il percorso dal parcheggio alla piazza. La bici, approfittando anche di diversi semafori verdi, è riuscita a “volare” arrivando al traguardo in sei minuti e mezzo.
Da San Lazzaro a Piazza del Monte (3.3 chilometri circa) – Anche qui niente da fare per le quattro ruote. Partendo di fronte ai padiglioni dell’Ausl al San Lazzaro sulla via Emilia, l’auto è giunta a destinazione tra colonne ed ingorghi vari solo alle 13:02. In sella alla bicicletta campo libero tramite la pista ciclabile che accosta questa parte della via Emilia e poi in centro storico. Il percorso è stato compiuto in nove minuti e mezzo.
Da Belvedere a Porta Castello (2 km)- Velocità da lumaca per l’automobile su questo percorso che parte da via Martiri della Bettola alle 8:20 e arriva a Porta Castello 7 minuti più tardi. La bicicletta, approfittando anche del dislivello tutto in discesa e della ciclabile lungo viale Umberto, è invece arrivata a destinazione in poco meno di 5 minuti.

Matteo Incerti
( Resto del Carlino 15 gennaio 2008 - Reggio nel Web 15 gennaio 2008)

giovedì 13 dicembre 2007

Sciopero dei Tir ? La rivincita di prodotti locali e 'filiera corta'


REGGIO EMILIA -La rivincita della ‘filiera corta’. Mentre nei supermercati scarseggiano latte ed altri generi alimentari, chi ha adottato soluzioni alternative legate alla produzione locale in questi giorni non risente dello stop imposto dalla sciopero degli autotrasportatori. Un esempio su tutti è quello del latte fresco di giornata distribuito ‘alla spina’ con distruttori automatici. Si arriva lì con una bottiglia di vetro e si ricarica. 1 euro al litro. Tra città e provincia ci sono sette distributori ( Roncadella, Villa Curta, in centro in via del Guazzatoio, Villa Cella, a Novellara, Mandrio di Correggio, Ghiardo di Bibbiano, Castelnuovo Monti). Tutti stanno registrando forti incrementi.
“Negli ultimi giorni vendiamo il 30% più del solito, e tra l’altro la gente scopre che il latte costa meno, viene qui con la sua bottiglia di vetro e ricarica” conferma Andrea Gianferrari della bottega Sigma di via del Guazzatoio. “Registriamo incrementi anche a Roncadella e anche dei prodotti a vendita diretta” dice Paolo Crotti dell’azienda agricola Podere Giardino. “Anche i prodotti locali come il parmigiano reggiano, salumi,e vini non risentono dello stop” continua Gianferrari. “La filiera corta in questo frangente conferma tutta la sua convenienza ed il suo valore sociale, riduce i costi per i consumatori, ha un vantaggio per i produttori, aumenta la qualità e non dovendo tra l’altro diminuendo la mobilità delle merci su gomma contribuisce anche a ridurre l’inquinamento” dice il direttore di Coldiretti Reggio Gianfranco Drigo. Tommaso Dotti, della parrocchia di Albinea e responsabile provinciale del Comitato Acqua bene Comune affronta il tema acqua minerale. “Manca l’acqua in bottiglia in alcuni supermercati? La soluzione è l’acqua dei nostri acquedotti, più controllata e molto meno costosa”. E la mobilità ? Gli Amici di Beppe Grillo che due mesi fa avevano lanciato il sito internet degli Eco-pendolari rilanciano. “La crisi dell’approvvigionamento dei carburanti ci può far riflettere sulle alternative. Ci sono già 40 percorsi disponibili casa-lavoro-casa sul nostro sito utilizzati da persone che condividono l’auto” dice Vito Cerullo, impiegato da Campegine che per venire al lavoro a Reggio condivide l’auto con altre persone. “Inoltre nel raggio di 3-4 chilometri il mezzo migliore per muoversi in città è la bicicletta, senza dimenticare treni ed autobus” conclude.
Matteo Incerti ( Il Resto del Carlino-edizione Reggio Emilia 13 dicembre 2007)

mercoledì 14 novembre 2007

Basta truffe, l'UE non dia piu' fondi allo Stato italiano


STRASBURGO- “Bloccate i fondi dell'Unione Europea all'Italia è come darli a Bokassa nel 2006 abbiamo avuto il primato europeo in frodi con 318 milioni di euro”. Così Beppe Grillo, internvenuto ieri al Parlamento Europeo di Strasburgo insieme al pm Luigi De Magistris ed al giornalista Marco Travaglio. “Vi chiedo aiuto – ha detto Grillo di fronte ad una aula prenotata dall'eurogruppo dei Verdi/Ale e dall'eurodeputato Giulietto Chiesa- date un segnale questo sistema di sovvenzioni droga il mercato, la gente non sa nulla in Italia di tutto ciò, avvengono truffe fatte da società costruite appositamente, dai dati della Commissione emerge che utiliziamo solo il 43% dei fondi a disposizione e li utilizziamo moltissime volte male. Serve un sistema di controllo dal basso via internet per monitare ogni fondo”. Ad ascoltare il 'trio', insieme a funzionari e diversi cittadini dei Meet Up di Bruxelles ed Amsterdam, diversi eurodeputati dall'ex sindaco di Milano Gabrile Albertini , ai radicali Marco Pannella e Marco Cappato, dalla copresidente dei Verdi Monica Frassoni, al belga Bart Staes che fa parte della commissione antifrodi e Claudio Fava e Catania del Prc. Fava e Catania hanno criticato Grillo accusandolo di “qualunquismo”. Risposta di Grillo Fava. “Fai la filosofia della politica il mondo reale è un altro”. Cappato invece ha “ promosso l'idea di controlli via internet da parte degli iter dei finanziamenti per evitare magari come successo che un bando per un corso di formazione per autotrasportari sia gestito da una lavandaia”.
L'eurodeputato belga Staes ha invece informato che “la Commissione anti-frodi a del Parlamento Europeo marzo sarà in Sicilia per far luce su diversi fondi” invitando il comico e chi volesse a seguire da vicino la vicenda. De Magistris non ha voluto rilasciare dichiarazioni in merito alle inchieste che gli state avocate ma ha spiegato i meccanismi con i quali si attivano le frodi comunitarie. “Il problema dei fondi – ha spiegato agli eurodeputati – sono le società miste pubbliche private. In Calabria mi sono trovato ad imbattermi in situazioni che hanno a che fare con finanziamenti pubblici collaborando con l'Olaf la commissione anti frodi del Parlamento europeo che si è sempre ben attivata”. “Nelle società miste pubbliche private – ha detto De Magistris- ci sono politici che lottizzano come ai vecchi tempi con un esponente per ogni formazione tranne estrema destra ed estrema sinistra, ma anche nella parte privata troviamo imprenditori, uomini d'affari a volte legati agli stessi uomini politici e talvolta società che hanno legami con la n'drangheta”. Per il magistrato di Catanzaro “Il tema è che le società che vengono fatte lavorare quelle che usufruiscono di parte dei fondi, capita che stornino una parte verso terzi, così come le persone che vengono fatte lavorare, che diventano serbatoi di voti”. Conclusione. “Alla fine se l'Ilita non realizza le opere finanziate con i denari Ue viene pure multata, in Calabria tra il 2007 e 2013 dovrebbero arrivare 9 miliardi di euro di contributi”.

Matteo Incerti
(Il Resto del Carlino-Il Giorno-La Nazione 14 Novembre 2007 pagine Interni)

martedì 13 novembre 2007

De Magistris a Strasburgo: "Così politici, imprenditori e criminalità truffano l’Unione Europea"


STRASBURGO 13 Nov. 07- Il Pm De Magistris non ha voluto rilasciare dichiarazioni in merito alle inchieste che gli state avocate, ma ha spiegato i meccanismi con i quali si attivano le frodi comunitarie davanti ad una ventina eurodeputati anche stranieri e diversi giornalisti sia italiani che di altre nazioni. “Il problema dei fondi – ha spiegato agli eurodeputati – sono le società miste pubbliche private. In Calabria mi sono trovato ad imbattermi in situazioni che hanno a che fare con finanziamenti pubblici collaborando con l'Olaf, la commissione anti frodi del Parlamento europeo che si è sempre ben attivata”.
“Nelle società miste pubbliche private – ha detto De Magistris- ci sono politici che lottizzano come ai vecchi tempi con un esponente per ogni formazione tranne estrema destra ed estrema sinistra, ma anche nella parte privata troviamo imprenditori, uomini d'affari a volte legati agli stessi uomini politici e talvolta società che hanno legami con la n'drangheta”.
Per il magistrato di Catanzaro “Il tema è che le società che vengono fatte lavorare quelle che usufruiscono di parte dei fondi, capita che stornino una parte verso terzi, così come le persone che vengono fatte lavorare, che diventano serbatoi di voti”.
Conclusione. “Alla fine se l'Italia non realizza le opere finanziate con i denari Ue viene pure multata. E' un settore sul quale ci vuole la massima trasparenza in quanto in Calabria tra il 2007 e 2013 dovrebbero arrivare 9 miliardi di euro di finanziamenti pubblici”.
A sostegno di De Magistris anche Beppe Grillo presente all'incontro a Strasburgo che ha dichiarato (intervistato da ReggioNelWeb): "Bloccate i fondi europei all'Italia: è come darli a Bokassa".
Grillo ha chiesto provvedimenti drastici all’Europa nei confronti dell’Italia. “Ci aiuti, blocchi I fondi per i progetti, siamo leader nelle truffe finiscono a mafia e partiti non ai cittadini”. “E’ come una partita di giro dove i cittadini non vedono niente, noi italiani non siamo in grado di controllare nulla per questo chiedo di bloccarli non siamo la Danimarca o l’Olanda”.
Ma in Emilia Romagna ci sono stati finanziamenti europei che hanno portato a risultati. “Certo ci sono anche esempi positivi – ha detto- ma il sistema delle sovvenzioni droga il mercato” . “Le esperienze ci insegnano che gli aiuti europei siano finiti alle multinazionali non direttamente a cittadini o chi li doveva ricevere, guardiamo l’agricoltura o la pesca che con le sovvenzioni è andata in rovina”. L'Italia nel 2006, è risultata il paese del vecchio contininente dove sono state scoperte più frodi all'Unione Europea. In totale 318 milioni di euro.

Matteo Incerti

(Reggio nel Web - 15-11-2007)


CLICCA QUI per seguire l'intervento integrale di Luigi De Magistris al Parlamento Europeo.


CLICCA QUI per ascoltare l'intervista audio di Matteo Incerti a Beppe Grillo durante l'incontro a Strasburgo.