giovedì 31 luglio 2008

Meno 100 chili di rifiuti a testa


Ridurre i rifiuti di circa 100 chilogrammi a testa in circa un anno si puo'. Lo spiega in questo programma di riduzione denominato "-100kg" l'Associazione Comuni e Regioni Europee (ACR+).

Volere è potere. Basta applicare queste politiche virtuose. Chi non le persegue evidentemente ha altri interessi che scottano (inceneritori) o sotteranei (discariche) da difendere. E intanto il cittadino paga piu' volte: con piu' imballaggi e piu' rifiuti da smaltire.


COME RIDURRE I RIFIUTI PROCAPITE
DI -100 KG IN UN ANNO

(quantità medie pro capite annue risparmiabili a fronte di
azioni e campagne di sensibilizzazione)

ORGANICO

Promuovere compostaggio domestico
-30 Kg/anno

Promuovere azioni contro lo spreco di cibo -8 Kg/anno

SANITARI

Utilizzare pannolini/sanitari riciclabili -2 Kg/anno*
*(330 kg circa per ogni bambino)

CARTA


Scoraggiare invio di volantini e giornali indesiderati -5 Kg/anno

Incoraggiare la dematerializzazione (scuola-uffici) -10 Kg/anno


IMBALLAGGI (cartone/plastica)

Scelta prodotti con imballaggi a rendere
-12 Kg/ann

Promuovere acqua del rubinetto -2 Kg/anno

Utilizzo sacchetti e borse multiuso -1 Kg/anno

Misure contro doppi/tripli imballaggi -10 Kg/anno

ALTRI MATERIALI

Promuovere riutilizzo abiti -4 Kg/anno

Promuovere riutilizzo giocattoli, forniture etc. -10 Kg/anno

Misure contro acquisti eccessivi -3 Kg/anno

Fonte: Internal working Group 2006– ACR+
www.acrplus.org/-kg

mercoledì 30 luglio 2008

Il Libro: Un programma politico per la descrescita


E' uscito il nuovo libro a cura di Maurizio Pallante e con prefazione di Beppe Grillo "Un programma politico per la decrescita". In 265 pagine sono raccolti interventi e proposte di diversi autori (Marco Travaglio, Maurizio Pallante, Walter Ganapini, Federico Valerio, Marco Boschini, Matteo Incerti, Marco Cedolin, Paolo Ermani, Marino Ruzzenenti etc.) sui temi come energia, mobilità, edilizia, rifiuti, produzione, ambiente . Con questo libro utile e pieno di proposte innovative il Movimento per la decrescita felice di Maurizio Pallante, si propone di mettere in rete le esperiene di persone e gruppi che hanno deciso di vivere meglio consumando meno; di incoraggiare rapporti interpersonali fondati sul dono e la reciprocità anzichè sulla competizione e la concorrenza; di utilizzare e favorire la diffusione delle tecnologie che riducono l'impronta ecologica, gli sprechi energetici e la produzione di rifiuti; di impegnarsi politicamente affinchè questi obiettivi siano perseguiti anche dalle pubbliche amministrazioni, dallo stato, e dagli organismi internazionali. "A tal fine è necessario eaborare un paradigma culturale alternativo al sistema dei valori fondato sull'ossessione della crescita economica illimitata che caraterizzail modo di produzione industriale" spiega Maurizio Pallante. "Dall'attuale concezione di un "fare finalizzato a fare sempre di più", il lavoro dovrà tornare ad essere un fare "bene" finalizzato a rendere il mondo più bello e ospitale per tutti i viventi" continua Pallante. Di questa elaborazione, resa drammaticamente urgente dalla necessità di impedire che l'effetto serra esca fuori controllo, le Edizioni della Decrescita felice si propongono di essere un tassello, costituendo un laboratorio di idee per un rinascimento ancora possibile.
UN PROGRAMMA POLITICO PER LA DECRESCITA -Maurizio Pallante e Autori Vari (Edizioni della Decrescita Felice - Euro 15). In tutte le migliori librerie. Per ordinarlo online dal sito PAEA http://ecom.paea.it/prodotti/_programma_politico_per_la_decrescita.php

domenica 27 luglio 2008

"Una medaglia per aiutare il Tibet"

Tre reggiani alle ParaOlimpiadi con il Primo Tricolore. Fabio Azzolini, Filippo Bonacini e Cecilia Camellini, hanno ricevuto copia del Primo Tricolore, come vessillo augurale in vista dei Giochi Paraolimpici ai quali parteciperanno a Pechino dal 6 al 17 settembre. A donare loro la bandiera l’assessore comunale di Reggio Giovanni Catellani ed il presidente provinciale del Coni Doriano Corghi. A Pechino Fabio Azzolini, costretto su una sedia a rotelle dal 1993 dopo un incidente d’auto si cimenterà nel tiro con l’arco. Questa è l’unica disciplina olimpica in cui disabili e normodotati si confrontano insieme gareggiando potenzialmente alla pari. Se infatti Azzolini avesse raggiunto abbastanza punti avrebbe potuto qualificarsi anche per le Olimpiadi che inizieranno il 6 agosto. Filippi Bonacini, 24 anni e Cecilia Camellini 16 anni gareggeranno invece nel nuoto. “Per Reggio è una grande soddisfazione” dice Vincenzo Tota responsabile provinciale della federazione sport disabili. “L’evento sarà importantissimo e darà grande importanza al valore sociale della pratica sportiva per tutti” spiega Mario Guidetti già delegato del Comitato Italiano Paraolimpico.
“ Ci sarà una specie di gemellaggio tra Reggio e Modena– spiega Azzolini originario di Casalgrande – io sono reggiano ma gareggio per l’Asam Modena mentre Cecilia Camellini è modenese ma gareggia per la Ads Tricolore di Reggio”. Cecilia, sarà anche portabandiera dell’ Italia. Per tutti è la prima volta. “Siamo pronti e ci stiamo allenando” dice Cecilia che fino ad oggi ha partecipato a numerose competizioni nazionali ed internazionali. Nella vasca olimpica anche Filippo Bonacini (Asd Tricolore) classe ’84 nella vita di tutti i giorni studente postlaurea al corso di consulenza e gestione d’impresa. “Il successo di questi tre atleti è anche il successo di tutto il sistema dello sport di base e del volontariato reggiano” spiega l’assessore Catellani. Azzolini a margine della cerimonia, ha un pensiero per il Tibet , che esprime in maniera molto diplomatica ma chiara. “ Ho visto un programma che ha spiegato come nella storia le Olimpiadi siano sempre state un modo per far emergere aspetti nascosti dei paesi organizzatori, probabilmente c’è questa tendenza della Cina a non far vedere nulla – dice – se è buono per un atleta vincere una medaglia, questo deve essere utile anche per il Tibet a risolvere il loro problemi, il tutto naturalmente in maniera civile”.
Matteo Incerti (Il Resto del Carlino 27.07.2008)

giovedì 24 luglio 2008

Una corsa nel deserto di 108 chilometri




Una corsa di 108 chilometri nel deserto del Namib, in soli quattro giorni.Tra antilopi, orici, struzzi,rocce, sabbia, savana. E' l'impresa compiutada due reggiani il 39enne Matteo Ferretti, nella vita di tutti i giornititolare della Rossi Timbri ed il 38enne Nicola Fontanesi che insieme allamadre Angela Morandi gestisce l'omonimo albergo in via Emilia San Pietro.Ferretti e Fontanesi sono appena rientrati dalla lunga marcia compiuta neldeserto della Namibia, nel cuore dell'Africa meridionale. Partiti dopoquattro mesi di duri allenamenti ed una maratona a Montecarlo, i due hannopartecipato alla '100 chilometri del deserto del Namib'. Una garapodistica estrema che unisce sport, fatica e turismo in zone inesploratedell'Africa.Trentaquattro i partecipanti provenienti da Italia, NamibiaIrlanda, Cina,Stati Uniti d'America, Austria e Germania. I due reggianialla fine hanno tagliato il traguardo a metà classifica. QuattordicesimoFerretti, figlio dell'ex rallysta 'John John' Ferretti. SedicesimoFontanesi, che negli anni '80-'90 ha giocato a football americano negliHogs, e che, finita la sua marcia, due sabati fa ha seguito il Superbowlvinto a Bologna dai 'porcellini' in diretta internet dall'Africa. Quattrole tappe di questa corsa di 108 chilometri che ha percorso zone disabitatedella Namibia che sono anche parco naturale inaccessibile all'uomo e perle quali l'organizzazione ha ricevuto un permesso speciale. «E' stata unacorsa indescrivibile - spiega Nicola Fontanesi -la fatica veniva ripagatada paesaggi da sogno». «Correvi tra sabbia, antilopi, scorpioni, rocce -aggiunge Ferretti - nonostante la fatica il paesaggio rendeva tutto piùleggero, alla fine è stata molto meno faticosa di altre maratone». Digiorno i due reggiani hanno percorso le tappe ad una temperatura media di18 gradi.«Ora in Namibia è inverno - spiega Fontanesi - si correva con ilclima ideale, sole caldo e vento gelido, di notte poi la temperaturascendeva fino a 5 gradi e faceva molto freddo». La tappa più dura, laterza, una vera e propria maratona di 42 chilometri.«Con la strana sensazione di perderti nel deserto» spiega Fontanesi che hachiuso la tappa più dura quattordicesimo in 4 ore e 18 minuti mentreFerretti è giunto sedicesimo in 4 ore e 22 minuti.I due rivelano altri particolari.a«La sera era il momento del rito dei piedi - spiega Fontanesi - ognunoaiutava gli altri concorrenti nel rimettere in sesto i piedi martoriatidalla corsa curando veschiche, levando unghie...Per fortuna io non ho maiavuto problemi». Dopo il 'pedicure' all'alba di nuovo in marcia. Con unequipaggiamento minimo in spalla. Due litri d'acqua, barrette energetiche,telo e fischietto. «L'unico modo per chiamare aiuto se qualcuno si fossefatto male era fischiare nel deserto gli assistenti di gara che erano adistanza dei tracciati di qualche chilometri sarebbero intervenuti» spiegaFontanesi. La gioia più grande ? «Arrivare al traguardo ti da unasensazione unica» dicono i due.Dopo la grande impresa Fontanesi e Ferretti pensano alla prossima impresa.«Prima di questa gara avevo giurato che avrei appeso le scarpe al chiodo -dice Ferretti - poi provato queste emozioni ho trovato nuovi stimoli».Fontanesi invece vorrebbe partecipare tra un anno alla più celebre dellemaratone estreme: «La Gobi March 250 chilometri nel deserto del nord ovestdella Cina» .
Matteo Incerti

(IL RESTO DEL CARLINO - REGGIO EMILIA 24/07/2008)

mercoledì 23 luglio 2008

PNT : il piano Anida-Confindustria per costruire 50 inceneritori


Lo ha presentato Anida-Confindustria. Raccolta differenziata "minimizzata" per realizzare 50 nuovi forni (8 in più in Emilia Romagna) con investimenti di 10 miliardi di euro pubblici. Per differenziata e compostaggio investimenti 6 volte inferiori.

ROMA -Ritorna alla carica la lobby degli inceneritori. Lo fa con un vero e proprio piano industriale per realizzare ben 50 nuovi forni da qui al 2020. A presentare quello che viene chiamato con nome in ‘codice’ PNT (Piano Nazionale Termovalorizzatori), l’Anida, l’associazione nazionale imprese difesa ambiente di Confindustria, che dispetto al nome raggruppa attorno a se le maggiori imprese costruttrici d’impianti d’ incenerimento che , ricordiamolo, dalla legge sono classificati come “impianti insalubri di prima classe”. Il piano è stato presentato lunedì scorso a Roma dai vertici di Anida a dispetto anche delle recenti normative europee che prevedono che l’incenerimento sia comunque al penultimo posto nella gerarchia d’interventi
delle politiche dell’Unione Europea come viene chiaramente indicato anche da fonti d’informazione confindustriali (Sole 24 Ore Clicca qui) come “il riciclo è meglio degli inceneritori”. Per Anida l’Italia nei prossimi anni dovrebbe arrivare a bruciare il 40% dei rifiuti (la Germania dati resi noti anche da Enel nel 2006 ne bruciava il 22%).
Evitando qualsiasi tecnologia alternativa all’incenerimento come ad esempio il Trattamento Meccanico Biologico (che riduce selezionandoli ed essidcandoli a freddo di per sé del 30-40% i rifiuti indifferenziati che riceve) o l’implementazione di Centri Riciclo come quelli partiti in provincia di Treviso che ricavano sabbie sintetiche e plastiche per edilizia dagli scarti non riciclabili. Tutte scelte queste che oltre ad essere più convenienti a livello ambientale come indicano diversi studi comparati, lo sono a livello economico per le tasche di cittadini ed imprese (escluse naturalmente quelle che costruiscono inceneritori o sono collegate ad esse ).
Se per l’Unione Europea riduzione, riciclo, compostaggio altre forme di trattamento vengono prima nelle priorità d’intervento degli inceneritori (clicca qui) Anida propone da qui al 2020 di investire 10 miliardi di euro per costruire 50 forni. Con 7 miliardi di euro pubblici da qui al 2015 per i primi 35 nuovi inceneritori ed al 2020 altri 3 miliardi di euro per i restanti 15. Ricordiamo che l’Italia ha già 51 termodistruttori di rifiuti. E la raccolta differenziata e compostaggio ? Per loro solo le ‘briciole’.
Da oggi al 2015 Anida-Confindustria propone investimenti pubblici di 200 milioni di euro l’anno contro 1 miliardo di euro anno per costruire inceneritori. Entro il 2020 100 milioni di euro anno contro investimenti pubblici di 600 milioni di euro anno per altri forni. In pratica si investe 5/6 volte di più sugli inceneritori che se tutto il resto che è preferibile sia a livello legislativo europeo che per scelte ambientali alla combustione di rifiuti.
Raccolta differenziata “minimizzata”
Nonostante oramai migliaia d’esperienze, dimostrano come con riduzione e raccolta differenziata porta a porta con tariffa puntuale per cittadini ed imprese, si possano raggiungere in poco tempo anche percentuali che variano dal 65% all’85% di materiali riciclati , nonostante una legge nazionale chieda il 65% di differenziata minimo entro il 2012, nonostante le più avanzate politiche in materia che si stanno attuando negli Stati Uniti puntano a “Rifiuti Zero”, il piano Anida prevede di estendere la raccolta differenziata, solo quel poco che renda possibile la realizzazione di nuovi inceneritori. Qualche esempio. L’Emilia Romagna oggi ricicla il 33,3% (dati 2006) per Anida da qui al 2015 deve salire solo fino al 40%. Il Veneto che è una delle regione che brucia meno in Italia è già al 50% salga solo fino al 60% di differenziata. La Lombardia dal 43% passi nei prossimi 7 anni al 50%. Tutte le Regioni del centrosud poi non superino il 35%.
I FORNI – L’intento è chiaro permettere al realizzazione di nuovi inceneritori invece di chiuderne generalizzando la raccolta differenziata porta a porta, compostaggio e trattamento meccanico biologico. Il piano Anida prevede comde detto 50 nuovi inceneritori da 165.000 tonnellate annue bruciate nei prossimi anni da qui al 2020. Dove ? 4 in Liguria,13 in Campania, 7 nuovi in Lombardia, 8 in Emilia Romagna, 12 in Sicilia, 7 in Piemonte, 1 in Val d'Aosta, 1 in Trentino, 5 in Veneto,2 in Friuli Venezia Giulia, 9 in Toscana, 2 in Umbria, 4 nelle Marche, 3 in Abruzzo, 1 Molise, 9 in Puglia, 1 Basilicata, 3 in Calabria, 3 in Sardegna.


Matteo Incerti (pubblicato su ReggioNelWeb.it n. 279 del 22/7/2008 )

Piu' case e piu' cemento: un male per tutti



REGGIO EMILIA - Cemento in crisi ? Non puo’ che fare bene alla società”. A sostenerlo è Marco Montanari, docente all’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale di Milano ed osservatore elettorale per la Commissione Europea e Osce.

Montanari perché a suo avviso i maggiori problemi in Italia sono stati causati dalla cementificazione selvaggia del territorio ?

Partiamo da un dato di fatto comune a molte città italiane che in questi ultimi anni hanno avuto un boom edilizio enorme. Ricordo il caso eclatante di Reggio Emilia che ha avuto negli ultimi cinque anni una crescita dei volumi edificatori 5 volte superiore quello di Bologna e ricordiamo che siamo in pianura padana nella zona più popolata ed inquinata d’Europa dove il territorio dato è quello, non si può…allargare
Cosa è successo a Reggio Emilia ?
Mantenendo inalterato il territorio, la popolazione ha iniziato a crescere in maniera vertiginosa, arrivando 170.000 abitanti per il capoluogo in pochissimi anni, clandestini inclusi che la Caritas di Reggio stima prudenzialmente in circa 6.000 unità. Ai tempi di quella che veniva chiamata la “Reggio felix” per una crescita del genere ci volevano 15 anni”

Ed in tutto questo fenomeno di crescita incontrollata come si inserisce la cementificazione ?“

Tutto questo fenomeno è stato avviato da quello che chiamo “il sacco di Reggio”, cioè dalla cementificazione selvaggia del territorio basata sull’idea che l’amministrazione locale dovesse far cassa facendo costruire a più non posso”
A che cosa porta questa politica ?
“La cementificazione del territorio è un’attività ad alta intensità di capitale, ci vogliono grandi investimenti e relativamente poca manodopera e dequalificata. Mentre al contrario ad esempio la ristrutturazione e l’investimento sul risparmio energetico e l’efficienza con il recupero di vecchie abitazioni che sprecano energia sarebbe una attività che coinvolgerebbe moltissimi professionisti qualificati”
Sempre tornando a Reggio Emilia, sua città natale, cosa è successo ?
La cementificazione, qui come altrove, è affamata di manodopera dequalificata a anche di lavoro in nero, sfruttamento, caporalato, riciclaggio di denaro sporco della criminalità. Di pari passo a Reggio Emilia la cementificazione ha portato all’esplosione del fenomeno dell’immigrazione. Dai dati del Comune a maggio di quest’anno i residenti extracomunitari in città erano il 13,92% otto anni fa erano il 5,41%. Questo ha portato a parità di territorio ad avere più inquinamento, traffico, criminalità, degrado sociale, meno benessere per tutti , guerre tra poveri, crescita della xenofobia e la crisi gravissima dei servizi sociali che sono strutturati per una città benestante di 130.000 abitanti. Adeguare i servizi sociali, visto che ogni cittadino ne ha diritto, significa far andare fuori controllo la spesa pubblica.

Lei sembra parlare in modo critico del fenomeno dell'immigrazione

“Gli immigrati sono le prime vittime del fenomeno di inseguire il falso “mito” del PIL.L’immigrazione di massa in realtà è causata proprio da coloro che propongono a livello politico ede economico questo modello di pseudocrescita illimitata e che sono poi i primi ad urlare “stop agli stranieri”

Ma l’immigrazione non è necessaria per l’economia ?

Per sfatare questo mito invito alla lettura dell’ultimo rapporto sull’immigrazione redatto dalla Camera dei Lord di Londra. La sintesi di questo studio è. L’immigrazione di milioni di persone non è una risposta ai problemi delle società contemporanee. Anzi si dimostra che si crea una guerra tra poveri , dove l’economia , la società ed i lavoratori ne risentono tutti”

A suo avviso cosa si puo’ fare ?

“La ricetta è la decrescita. Significa più posti di lavoro qualificati con l’applicazione di nuove tecnologie per il risparmio energetico, le fonti rinnovabili, il recupero di edifici esistenti senza sprecare ulteriore territorio. Descrecita significa meno traffico, meno sprechi ,meno rifiuti, meno consumi energetici e quindi maggiori risorse di cui disporre, meno inquinamento, più benessere e qualità della vita e stop allo sfruttamento dei paesi più poveri. Cose che sosteneva anche Robert Kennedy. Pil e benessere non sono legati”I

In molti sostengono che sia una teoria anti-industriale

“Al contrario. Prendiamo l’edilizia. Non si propone la morte del settore. Ma che cambi pelle e che dalla quantità passi alla qualità investendo su risparmio, efficienza, recupero, restauro, fonti pulite e rinnovabili. Non su nuove costruzioni e sprechi energetici e di materie”

(intervista di Matteo Incerti pubblicata sulla rivista VALORI numero 61 luglio/agosto 2008).

martedì 15 luglio 2008

"L'Abi contro la raccolta differenziata"


L'ingegnere Paolo Rabitti, mantovano consulente della Procura di Napoli nel processo che mette sotto accusa i vertici politici della Campania ed Impregilo rileva nel libro "Ecoballe" (edizione Aliberti 2008) l'incredibile vicenda di una lettera inviata nel 1998 da Giuseppe Zadra , Presidente dell'Associazione Bancaria Italiana all'allora Commissario presidente della Campania Antonio Rastrelli. Rabitti, ingegnere , urbanista e docente universitario è stato consulente tecnico delle procure in innumerevoli casi, dal Petrolchimico di Marghera, per conto del Pm Felice Casson, al processo Enel di Porto Tolle; dal Petrolchimico di Brindisi alla causa per l'inquinamento da DDT nell Lago Maggiore. Le sue relazioni tecniche per la Procura di Napoli sono un fulcro dell'accusa nel processo sullo scandalo rifiuti.


Ingegner Rabitti lei ha scoperto una lettera dell'ABI che si è intromessa a piedi pari in una gara d'appalto europea di fatto chiedendo di bloccare la raccolta differenziata. Che cosa è emerso da cui documenti?
La gara d'appalto era del 1998 per lo smaltimento dei rifiuti della Campania. A gara in corso arriva al presidente della Regione una lettera dell'ABI, la quale dice che le famose 'ecoballe' invece di smaltire subito come da contratto, dovevano essere tenute per essere smaltite piu' avanti, e che se i cittadini napoletani non avessero conferito i rifiuti pattuiti avrebbero dovuto pagare.

Questo cosa significa in concreto?
Significa che avrebbero dovuto pagare due volte. Per smaltire i rifiuti e per non smaltirli e questo evidentemente è un freno fortissimo per la messa a punto della raccolta differenziata.

Quindi l'ABI chiedeva di disincentivare la raccolta differenziata di fatto?
Di fatto l'ABI chiedeva di pagare due volte, e che ci fossero dei limiti per il conferimento da parte dei Comuni. I Comuni dovevano conferire i rifiuti pattuiti. Se andavano di sotto la quantità pattuita dovevano pagare e quindi i Comuni non avevano convenienza a smaltire i rifiuti via raccolta differenziata avevano convenienza a smaltire i rifiuti una volta sola.

Sotto c'è sempre il business, tramite incentivi statali con le nostre bollette della luce, all'incenerimento con i cip6.
Certo se mi conviene smaltire i rifiiuti perchè mi danno un sacco di soldi per bruciarli è evidente che non ho convenienze ad andare verso la raccolta differenziata e chi vince la gara d'appalto per bruciare rifiuti ha convenienza a tenersi quei rifiuti li come hanno fatto con le "ecoballe" in attesa di poterli bruciare prima o poi con gli incentivi che sono pagati dalla gente sulla bolletta dell'Enel

Incentivi illegali per l'Unione Europea in quanto non conformi con la direttiva 2001/77 sulle fonti rinnovabili e ritenuti Aiuti di Stato.
Si adesso sono illegali prima erano legali e basati su una mistificazione del contributo sulle energie rinnovabili perchè erano "rinnovabili e assimilate" c'era scritto"

Matteo Incerti (pubblicata su ReggioNelWeb.it n. 278 del 15/7/2008 )


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lunedì 14 luglio 2008

Hogs, Superbowl da favola




BOLOGNA - Semplicemente da favola. Gli Hogs hanno scritto un pezzo di storia sportiva di questa città e provincia vincendo il XXVIII° Superbowl, lo scudetto di massima serie di football americano. Quando alle 23.22 di sabato l’arbitro ha alzato l’ovale di fronte ai 3.000 spettatori accorsi al “Bernardi” di Bologna (tra questi 300 coloratissimi e rumorosi tifosi granata) suggellando il 28-14 finale per Reggio sui favoriti Warriors Bologna, il pensiero del presidente Davide Ruozzi di Gianfranco Sessi, Giovanni Cantù e tanti altri che 24 anni fa fondarono gli Hogs è andato alle origini. Di quando gruppi di amici appassionati di football di Reggio, Bassa e Montagna che si lanciavano i primi palloni nei prati davanti al Mirabello e giocavano in riva al Po con pettorine da motocross e e protezioni in gommapiuma, si riuninirono per fondare gli Hogs. Allora tutti sognavano quella finale. Un traguardo raggiunto sabato nel “tempio del football” nostrano. La ex Lunetta Gamberini di Bologna, che è la piccola San Siro di questo sport.
Il sogno è iniziato alle 20.45 con l’entrata in campo davanti ai 3.000 spettatori allo stadio , la diretta tv su E’Tv-Teletricolore via satellite ed in mondovisione via internet. Sugli spalti 300 tifosi giunti da Reggio con centinaia di bandiere granata. Qualcuna presa in soffitta dagli anni delle promozioni in serie A della Reggiana. Gli ex allenatori e giocatori Usa Jimmy Nolan , Bobby Chavez, Jeff Buck a fare il tifo via internet dalla California, così come i parenti di coach Dwaine Hatch connessi da mezzi Stati Uniti. I granata entrano in campo in fila mano nella mano, lentamente sulle note dell’ “Ultimo dei Moicani”. Niente sfarzi. Tutti concentrati per prepararsi alla “battaglia”. Inno nazionale , la monetina lanciata dall’eterna bellezza Susanna Huckstep, Miss Italia 1984 e si inizia. Gli Hogs emozionati perdono palla. Poi la difesa sale in cattedra e blocca i Warriors, alla loro sesta finale scudetto. I granata riprendono palla e segnano con Fabrizio Vaccari, che alla fine risulterà il miglior giocatore della partita. Un premio alla carriera visto che Vaccari, ha deciso di appendere casco e spalliera al chiodo. Trasforma Fiorillo e si va sull’8-0. La difesa fa un nuovo miracolo ed intercetta con Renato Frignani. Gli Hogs che raddoppiano con Gianluca Fiorillo che alla fine sarà il miglior marcatore dell’incontro con 16 punti. Si va sul 14-0. I Warriors accorciano con Busi. Gli Hogs amano complicarsi la vita e con una serie di incredibili falli falliscono il 20-7 prima del riposo.Nella ripresa segna ancora Fiorillo. I Warriors si rifanno sotto con Arena (20-14), ma Michele Calò intercetta decisivo e Max Trenti mette il colpo del ko con una corsa di 60 yards.28-14. Gli ultimi minuti trascorrono con la difesa che giganteggia con Tukpeh, Ligabue e Fontanesi. E’ finita. Gli Hogs sono campioni d’Italia. Lacrime e gioia in campo. Dopo mezz’ora di festeggiamenti il presidente Davide Ruozzi alza la coppa al cielo in una marea di coriandoli tricolori. “E’ il premio per 24 anni di sport vissuti con solo con grande passione, siamo pronti alla sfida Eurobowl, la Coppa Campioni 2009!”


(Matteo Incerti, IL RESTO DEL CARLINO 14 Luglio 2008)

martedì 1 luglio 2008

Notizie scomparse: Berlusconi:"potrebbe esserci meno bisogno di termovalorizzatori"


Porta a porta e differenziata all’80% per tutti i Comuni ? ''Se fosse cosi' potrebbe esserci meno bisogno di termovalorizzatori''. Cosi', tenetevi forte, il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha commentato, di getto il 1 luglio scorso ad Acerra, il resoconto del sindaco di Massalubrense (provincia di Napoli), che ha appena finito di raccontare come ha portato, utilizzando il metodo porta a porta la raccolta differenziata del suo piccolo comune di circa 13.000 abitanti dal 25% all'82% in un solo anno. Il commento a caldo (e di onesto buonsenso ammettiamolo) di Berlusconi riportato dall’agenzia di stampa ASCA, “stranamente” il giorno seguente è stato ripreso solo dal ‘Mattino’ di Napoli (senza enfatizzarlo). Evidentemente l’inceneritorista Berlusconi che ammette che generalizzando la differenziata spinta con il porta a porta si evitano inceneritori e smentisce il suo piano rifiuti, non fa notizia… Guai a far capire ai cittadini come stanno le cose e danneggiare la lobby assistita (con i nostri soldi) degli inceneritori che tanto sta a cuore a Pdl e Pd.

Agenzia ASCA del 1 luglio 2008
RIFIUTI: BERLUSCONI, POTREBBE ESSERCI MENO BISOGNO DI TERMOVALORIZZATORI


(ASCA) - Acerra (Na), 1 lug - ''Se fosse cosi' potrebbe esserci meno bisogno di termovalorizzatori''. Cosi' il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, commenta, di getto, il resoconto del sindaco di Massalubrense (provincia di Napoli), che ha appena finito di raccontare come ha portato la raccolta differenziata del suo piccolo comune (circa 13.000 abitanti) dal 25% all'82% in un solo anno solare. Quello riferito ai cronisti direttamente dal primo cittadino di Massalubrense, nel corso della conferenza stampa, e' un vero e proprio record, non solo a livello napoletano e campano, sottolinea il premier, ma a livello nazionale. Leone Gargiulo, sindaco di Massalubrense, ha appena fornito, in diretta tv, al presidente del Consiglio, un dato estremamente significativo: ''Da aprile 2007 ad aprile 2008, grazie alla raccolta differenziata cosi' alta, abbiamo ridotto il volume complessivo dei rifiuti da conferire in discarica di circa il 60%. Da 600 tonnellate siamo arrivati a 135''. Una indicazione estremamente iportanete che porta Berluscnoi alla considerazione per cui, se si arrivase a un livello cosi' alto di raccolta differenziata, ci potrebbe essere ''meno bisogno di termovalorizzatori''. Nel decreto legge voluto dal premier e entrato in vigore il 23 maggio scorso, proprio per facilitare lo smaltimento di tonnellate e tonnelate di rifiuti, e' stato infatti, inserito nel programma globale del ciclo di smaltimento della Campania un quarto impianto di termovalorizzazione da costruire nel comune di Napoli. Fino ad allora oltre al costruendo termovalorizzatore di Acerra erano stati programmati (ed avviati gli iter burocratici) per altri due impianti quello di Salerno e quello di Santa Maria La Fossa (Caserta).dqu/sam/rob

LInk notizia agenzia ASCA