venerdì 5 dicembre 2008

Latte alla spina: non credete a chi lo criminalizza



Il sottosegretario Martini che criminalizza il latte crudo alla spina, pensando pure lo stop preventivo in Italia di un prodotto venduto in tutta Europa, è la stessa che di fronte allo scandalo "formaggi avariati gratugiati" (con aggiunta di qualche topo...) dichiarò a la Repubblica:
"«l´immissione sul mercato di partite di formaggio avariato, pur essendo un fatto molto grave, non comporta un pericolo per la salute». Se volete conoscere gli interessi che si muovono dietro a questa battaglia contro il latte alla spina, guardate il video. Altro che "salute!".

p.s.: bevo latte alla spina da tre anni da distributori di tre diverse piccole aziende agricole e non ho mai avuto problemi.

venerdì 14 novembre 2008

No alla legge ammazzablog

Free Blogger

Nessun altro commento. Una legge liberticida da rigettare in toto.

sabato 1 novembre 2008

BOLOGNA: CORI E APPLAUSI PRO GRILLO (CENSURATI)



Cari colleghi giornalisti che titolate e sparate in tv "fischiato Beppe Grillo" (vero da una cinquantina dei centri sociali) ed omettete praticamente tutto il resto (applausi e cori da migliaia di persone a favore dello stesso Grillo documentati da questo video) avete reso forse un servizio alla buona informazione di questo paese ?
O forse avete reso un buon servizio di lecca lecca alla classe politica al potere ? Guardate questo video che fa vedere quello che le TV non vi ha fatto vedere e diffondetelo. L'Ordine dei Giornalisti batta un colpo. E' una questione di libertà di stampa ed informazione.

domenica 19 ottobre 2008

JAIME LERNER: CAMBIAMO PROSPETTIVA



La grande lezione di Jaime Lerner, urbanista di fama mondiale oggi consulente per le Nazioni Unite, già sindaco per 20 anni di Curitiba (Brasile) e Governatore per due mandati dello stato del Paranà, trasformati in paradisi di sostenibilità

sabato 4 ottobre 2008

Berlusconin, Scajolav, Prestigiacomov, Konfindustria: Comunisti!



Silvlav Berluskonin ed i suoi ministri Scajolav , Prestigiacomov e Konfindustria in tema di energia e rifiuti sono COMUNISTI. Non si affidano al libero mercato ma incentivano infatti con le tasse dei cittadini forme di energia e trattamento dei rifiuti che stanno in piedi solo con il contributo pubblico. Cioè con i nostri soldi. Stiamo parlando di nucleare ed inceneritori, forme di produzione d'energia la prima e smaltimento dei rifiuti la seconda che non riescono a stare sul mercato se non con incentivi pubblici. Come diverse ricerche hanno già dimostrato. Sul fronte inceneritori citiamo un articolo del Wall Street Journal dell'11 agosto 1993 e la ricerca di Capitalia "Light on fire". Scajolav lancia il nucleare (pagato con soldi pubblici) e la Prestigiacomov rilancia i contributi Cip6 presi dalle nostro bollette della luce. Basta essere una regione "in emergenza rifiuti". Provvede il governo. Oggi Campania e Sicilia. Domani il Lazio ? Il governo neocomunista di Berlusconin provvede ai sussidi pubblici contravvendendo alla normativa UE 2001/77 sulle fonti rinnovabili ed esponendoci a future sanzioni (che verranno anche queste pagate dai cittadini). Konfindustria applaude e spera il piano Anida-PNT attende

Se il New York Times, con arguta ironia ha attaccato l'amministrazione Bush definendoli 'I nuovi comunisti' che dire dei politici e di una parte dell'imprenditoria assistita italiana ? Comunisti !


mercoledì 1 ottobre 2008

Un libro in stalla: natura,uomo e cultura si incontrano per parlare di decrescita


Segnalo a tutti la presentazione del libro "Un programma politico per la decrescita" (edizione Decrescita Felice 2008) a cura di Maurizio Pallante, che avverrà lunedì 6 ottobre dalle 20.45 all'interno della stalla del Podere Giardino a Roncadella (frazione del Comune di Reggio a 5 chilometri dal centro storico a metà strada tra Reggio e Rubiera). Il tutto affiancati e scaldati dalle mucche, con latte caldo fresco, formaggio Parmigiano Reggiano, salumi km zero, bevande calde, prodotti della campagna reggiana a km zero. La serata organizzata dal Podere Giardino vedrà presenti oltre al sottoscritto altri ben piu' celebri co-autori del libro:

- Maurizio Pallante - coordinatore movimento per la Decrescita Felice - studioso di tematiche energetiche-ambientali;
- Walter Ganapini - assessore tecnico all'ambiente regione Campania;


Durante la serata verrà spiegato anche come produrre yoghurt fatto in casa e formaggio primo sale direttamente con il latte crudo alla "spina" che si può trovare in diversi distributori cittadini.

Presentare un libro in una stalla, è voler creare un legame tra città e campagna, natura e cultura, riavvicinare l'uomo alla terra, agli animali i suoi prodotti, recuperando il concetto comunitario che era proprio del 'teatro di stalla' e di quello che nel reggiano si chiamava il "Filo'", cioè l'adunarsi in una stanza, una stalla per raccontarsi le filastrocche.

Notizie scomparse: sequestrato l'inceneritore di Emma Marcegaglia



La scorsa settimana i Carabinieri del NOE e Magistratura pongono sottosequestro a Modugno l'inceneritore in costruzione di proprietà della società del gruppo di Emma Marcegaglia, presidente nazionale di Confindustria. In un altro paese la notizia bucherebbe le prime pagine dei giornali e tv trattandosi della presidente della piu' importante organizzazione imprenditoriale italiana. In Italia rimane "confinata" al TG3 Puglia e televisioni locali pugliesi, che oggettivamente non potevano nascondere la notizia.

Passaparola...

venerdì 19 settembre 2008

Ndrangheta e camorra a Reggio - Lettera di Sonia Alfano


Questo il commento di Sonia Alfano, presidente dell'Associazione Nazionale Famigliari delle Vittime di Mafia e figlia di Beppe Alfano, giornalista ucciso dalla mafia nel 1993, dopo la pubblicazione dell'ultimo numero dell'Espresso che denuncia le infiltrazioni mafiose nelle regioni del nord confermando quanto pubblicamente dichiarato dalla presidentessa dell'associazione nei due recenti incontri a Reggio Emilia e Luino.

"Giorni fa, tra l'indiferrenza totale della classe politica reggiana e la grande partecipazione popolare, mi sono recata a Reggio Emilia, grazie ad una manifestazione magistralmente organizzata e condotta dai grilli reggiani, per denunciare pubblicamente ciò che in molti sanno ma che i politici preferiscono non vedere. L'intera Emilia, così come altre vaste zona del nord Italia, sono state invase dalle cosche siciliane, calabresi e campane. Sono riusciti ad infiltrarsi nel tessuto economico della regione ed hanno messo le mani sugli appalti pubblici e sull'economia privata. In città come Reggio Emilia e Modena, che possiamo ormai considerare ad alta densità mafiosa ma, fortunatamente, con un tessuto sociale ancora sano, il settore dell'edilizia è il vero e proprio eldorado delle mafie. La città è stata, in pochi anni, cementificata selvaggiamente e molte nuove unità abitative restano addirittura vacanti. Stupisce anche il florilegio di rotonde stradali; piccoli appalti, graditissimi alla mafia, tramite i quali riciclare denaro sporco senza dare troppo nell'occhio.
La mafia, dopo aver depredato il sud, umiliato i cittadini della mia terra, ucciso uomini, donne e bambini, tolto qualsiasi diritto alle persone oneste, è passata all'attacco del nord Italia.
E' con preoccupazione che lancio un appello ai cittadini emiliani e di tutto il nord Italia: Dovete riprendere le redini delle vostre città, monitorare personalmente l'azione dei vostri amministratori, controllare gli appalti, spulciare uno ad uno i nomi dei costruttori, degli amministratori delle aziende, dei finanziatori privati, cui il vostro comune affida i servizi ed i lavori pubblici e controllarne le eventuali vicinanze, di qualsiasi specie, con appartenenti ai clan.
La situazione è grave e non è più possibile delegare ad altri il compito di far rispettare la legalità poichè proprio i rappresentanti del popolo hanno permesso che tutto ciò avvenisse e, come se non bastasse, continuano a tacere senza lanciare alcun allarme. Il controllo sociale è l'unico mezzo efficace per arrestare l'ascesa dei clan.
Bisogna agire ora ed in fretta. Se tutto ciò non verrà fatto i clan controlleranno presto le amministrazioni comunali nella loro interezza, si impossesseranno dell'editoria locale così da controllare l'opinione pubblica ed a quel punto sarà troppo tardi.
E' una scena già vista nelle regioni del sud dove i rischi appena sopra paventati sono invece solide realtà.
Io, a nome dell'Associazione Nazionale Famigliari delle Vittime di Mafia, mi impegnerò a prendere parte in prima persona alla vostra lotta contro la mafia e ad essere presente nel territorio di Reggio come risposta dell'antimafia sociale alle cosche".
Sonia Alfano
Associazione Nazionale Famigliari delle Vittime di Mafia

domenica 14 settembre 2008

Campania: L'inceneritore della Camorra & 'Mastrolindo' Berlusconi...



"Mastrolindo" Berlusconi con la bacchetta magica del "mago" Bertolaso ha veramente ripulito tutta Napoli ? Oppure la situazione è ancora precaria ? Lo abbiamo chiesto all'assessore tecnico all'ambiente della Campania Walter Ganapini.

Intanto sembre per restare in argomento 'rusco', due cronisti dell'Espresso hanno rilevato con una intervista-scoop la Gestione di 20 anni rifiuti tossici e non nel Casertano in mano ai Clan camorrista dei Casalesi e politici collusi tra cui spunta il nome del Sottosegretario Cosentino (FI-PDL).

Una frase tra le tante fa capire tante cose:

"Cosentino mi disse che si era adeguato alle scelte fatte 'a monte' dai casalesi che avevano deciso di realizzare il termovalorizzatore a Santa Maria La Fossa"

Eccolo qui l'inceneritore del clan dei Casalesi! Naturalmente nessuna televisione ha ripreso ed approfondito la cosa... Che il clan dei Casalesi abbia interesse a costruire l'inceneritore di Santa Maria La Fossa (Caserta) non è una notizia...


sabato 13 settembre 2008

Nomine regionali: una legge anti-casta da firmare

E' stata presentata Una legge regionale d'iniziativa popolare per dire basta alle nomine in mano ai partiti. E' stata presentata dai gruppi degli 'Amici di Beppe Grillo' di Bologna, Reggio, Modena, Imola in collaborazione con il professor Graziano Pini dell'Università di Modena e Reggio. Per far sì che la legge possa essere discussa nel consiglio regionale dell'Emilia Romagna, i proponenti dovranno raccogliere almeno 5.000 firme in tutta la Regione.
In base a questo PdL le nomine di competenza regionale vengono vincolate a:1- massima pubblicità (art. 8 commi 1 e 2)2- trasparenza: sono pubblicati via internet i curriculum vitae dei candidati (art. 9 comma 4); le delibere di nomina (art. 10 comma 7); l’albo delle nomine effettuate (art. 10 comma 5); i CV dei nominati, i relativi compensi e, qualora non siano autocandidati, coloro che li hanno proposti per la nomina (art.10 comma 2)3- assenza di conflitti di interesse (art. 3 comma 2)4- non cumulabilità (art. 8 comma 3)5- professionalità (art. 2 comma 3; art. 9 comma 3)6- avvicendamento (art. 8 comma 3)7- parsimonia negli emolumenti (art. 3 comma 3).
E' previsto inoltre che le cariche non siano cumulabili e non si possano ricoprire ruoli se colpiti da condanne definitive. In Friuli una proposta simile è stata bocciata dal consiglio regionale (toh ...) vedremo cosa farann i solerti dipendenti del popolo (o dei partiti ?) emiliani e romagnoli... Io intanto firmero'.

domenica 7 settembre 2008

SONIA ALFANO, LOTTA ALLA MAFIA



Sonia Alfano, presidente Associazione nazionale famigliari vittime di mafia e figlia di Beppe Alfano, giornalista free lance ucciso dalla mafia nel 1993 per le sue inchieste scomode chiede di far luce su alcune 'stranezze' della strategia anti-racket di Confindustria Sicilia e non solo. Sonia, che guida in Sicilia il movimento Ammazzateci Tutti! ed è stata candidata presidente della Regione Sicilia per la lista civica Amici di Beppe Grillo, ci ricorda come la ndrangheta, camorra, mafia riciclino i loro introiti nel Nord tramite la cementificazione del territorio. Reggio Emilia inclusa. Se vedete spuntare come funghi centri commerciali, palazzine vuote e rotonde forse c'è un perchè...

Leggi l'intervista a Sonia Alfano : "Se la ndrangheta è a Reggio la politica ha le sue colpe"

Leggi l'articolo di Sonia Alfano sul Carlino Reggio "Reggiani attenti la ndrangheta ha messo radici"

giovedì 4 settembre 2008

SARANNO GLI OBBLIGAZIONISTI A PAGARE IL CONTO ALITALIA ?



Da Beppe Scienza, autore de "Il Risparmio Tradito", riceviamo e pubblichiamo.
"Un salvataggio sulla pelle dei risparmiatori? I giochi non sono ancora tutti fatti, ma c’è qualcosa che stride nel piano Fenice, a prescindere da qualsisia simpatia o antipatia politica. Air France si era infatti offerta di pagare le obbligazioni 85 euro per cento di nominale. Anzi, a ben vedere è il Tesoro che avrebbe ceduto le sue all’85%. Quasi tutti gli altri se le sarebbero tenute, per incassare il 100% a scadenza. Quindi, se i detentori di obbligazioni convertibili Alitalia 7,5% 2010 finiranno per rimetterci, non saranno grati a chi fece saltare l’accordo coi cugini d’Oltralpe. Certo che gli italiani si erano disabituati ai crac a danno degli obbligazionisti, passati sei anni da quando andò a gambe all’aria la Cirio di Sergio Cragnotti e quasi cinque dal default della Parmalat di Calisto Tanzi. Vi sarà ora una nuova puntata con decine di migliaia di vittime di un altro dissesto, per giunta di una società del settore pubblico e proprio con Giulio Tremonti ministro dell’economia? Oppure, in un modo o nell’altro, i loro risparmi verranno salvati e/o reintegrati?

Saluti


Beppe Scienza

Dipartimento di Matematica
Università di Torino

domenica 31 agosto 2008

Il negozio del riciclo!


Il 1 settembre a Moncalieri, via Santa Croce 11/b si apre il primo negozio privato del riciclo . L'idea parte da quella di una serie di negozi in franching dove il cittadino porta i suoi scarti di materiale post consumo selezionati e differenziati. Qui vegono pesati e pagati in base alla quotazione dei materiali pubblicate da Sole 24 ore. Tanto per fare un esempio: un chilogrammo di PET (plastica) è quotato 20 centesimi, un chilogrammo di lattine in alluminio 60 centesimi e un chilogrammo di carta 8 centesimi.

Con questa novità si sviluppa una idea di autoresponsabilizzazione capitalistica della gestione dei propri materiali post consumo (impropriamente detti 'rifiuti').

Facendo sistema con un serio piano industriale di sviluppo, l'idea è molto intelligente, in quanto fa capire a tutti i cittadini che i materiali post consumo hanno un valore enorme e gettarli, sotterrarli, bruciarli è una cosa assurda, completamente anti-industriale oltre che antieconomica ed antiecologica. Un modello come questo puo' aiutare la nostra società ad avviarsi culturalmente verso l'idea di Rifiuti Zero, in quanto gli 'scarti' cambiano completamente di prospettiva. Si capisce che hanno un VALORE!


Putroppo siamo in Italia e già si avvertono alcuni problemi.

Il comune di Moncalieri nega la concessione al negozio in quanto non ci sono le autorizzazioni per la gestione dei rifiuti. Evidentemente la 'gallina dalle uova d'oro' della gestione monopolistica finto-privata (municipalizzate Spa) dei materiali post consumo non tollera esempi del genere.

Eppure il testo unico ambientale ribadisce che i "rifiuti" ( in realtà preziosi materiali come plastica, carta, lattine etc.) appartengono al cittadino finchè non li conferisce negli appositi contenitori pubblici per la raccolta (siano questi domiciliari-porta a porta o stradali)!


Ma noi questi, troppi costosi imballaggi non li abbiamo pagati ? Bene allora li regalo o scambio o vendo a chi voglio io se c'è la possibilità.


E non si tiri fuori la storia del rischio della criminalità organizzata. Negozi in rete legati alle filiere del riciclo sono completamente controllabili ed alla luce del sole!

giovedì 28 agosto 2008

Orti Urbani: poesia del buonsenso



Coltivare in città negli Orti Urbani. Comunali o privati nei propri giardini. Una poesia del buonsenso e del buonvivere. Il fenomeno dei "City Farmers" che sta avendo un grande eco all'estero è già realtà da tempo in diversi nostri quartieri cittadini come in quello di Pappagnocca a Reggio Emilia. Relegato spesso purtroppo ad un fenomeno per 'soli anziani' in realtà ha un suo valore umano, ambientale oltre che economico che guarda tutto al futuro del nostro Pianeta. Non sono pochi per fortuna i giovani che si stanno riavvicinando alla 'Coltivazione Urbana'. Forse invece di continuare a cementificare il territorio sarebbe buona cosa destinare sempre piu' aree agli orti urbani anzichè nuove colate di cemento,mattoni che poi portano a nuovi consumi, inquinamento, rifiuti. Ne guadagneremmo tutti in salute, risparmi, ambiente, benessere interiore.

Leggi il servizio pubblicato sul 'Resto del Carlino' di Reggio Emilia il 28 agosto

lunedì 25 agosto 2008

Riciclare Porta a Porta: la parola a Beppe Grillo, Dario Fo, Modena City Ramblers, Marco Boschini



Dichiarazioni ed interviste a Beppe Grillo, il premio per la letteratura Nobel Dario Fo, i Modena City Ramblers e Marco Boschini presidente dell'Associazione Comuni Virtuosi a sostegno dell' l'estensione della raccolta differenziata porta a porta a Reggio Emilia ed in Italia.

giovedì 21 agosto 2008

Barack Obama e Rifiuti Zero


In Italia ma anche in una parte dell' Europa, quando si parla di gestione dei rifiuti (o meglio materiali post-consumo), parole vecchie come discariche ed inceneritori fanno parte del gergo comune di politici e pseudoimprenditori che vivono in realtà solo di sussidi pubblici (cioè le tasse che noi paghiamo). Eppure, senza voler mitizzare gli Stati Uniti d'America, fino ad oggi paese leader del consumismo piu' sfrenato, dall'altra parte dell'Oceano si utilizzano parole nuove quando si affronta questo tema. Una in particolare, che fa parte di una strategia industriale-economica-ambientale ben precisa, già attuata da decine di metropoli e cittadine in primis della California (ma non solo). Una strategia da attuare nell'arco di dieci-quindici anni. Lo stesso tempo del rientro dell'investimento di denaro pubblico della costruzione ad esempio di un costosissimo inceneritore. Zero Waste. Rifiuti Zero. Ne parla anche il Blog di Barack Obama candidato dei Democratici alla presidenza degli Stati Uniti. Nella pagina del blog ufficiale di Obama dedicata al tema "Reduce, Reuse, Recycle" (Riduci, Riusa, Ricicla) viene scritto a chiare lettere "noi come nazione dobbiamo fissare obiettivi con date certe entro i quali raggiungerli , chiedendo ad ogni Stato di riciclare plastica, aluminio, carta eccetera lavorando in maniera crescente verso l'obiettivo Rifiuti Zero".
Questo è il futuro. Produrre sempre meno rifiuti , che siano solo riciclabili e compostabili, differenziarli e ricilarli tutti.

mercoledì 20 agosto 2008

Risparmio Tradito: la parola a Beppe Scienza


Dal matematico ed esperto di risparmio dell'Università di Torino Beppe Scienza ricevo e pubblico una informazione molto utile. "DIVERSI MALINTESI SUI CERTIFICATI "VALUTA PLUS" DI ABN AMRO, Il successo dei prodotti finanziari si fonda quasi sempre su equivoci e illusioni, quando non decisamente su inganni e manipolazioni: vedi i titoli atipici, le polizze pseudo-previdenziali, le Gpf ecc. Un esempio recente sono i Valuta Plus Certificates Euro 15-7-2013 di Abn Amro, emessi quest’estate con codice Isin NL0006061608. L’apprezzamento ricevuto deriva soprattutto da alcuni malintesi, generati da una pubblicità capziosa e aggravati dallo scadente giornalismo economico italiano.

Soprattutto è sbagliato ritenere l'investimento in quei titoli simile a un impiego in Conto Arancio o altri conti di deposito, dove esso può solo aumentare (e infatti aumenta, anche se il tasso può variare) di giorno in giorno, ma non scendere e tanto meno crollare.

Inoltre con essi Abn Amro si finanzia pagando esattamente il tasso euribor e nemmeno un centesimo di punto in più. Ma queste sono condizioni sostanzialmente fuori mercato. Offerti a 100, i certificati in questione più che un affare per l’investitore, sono una pacchia per il debitore.

Infatti, mentre è arduo stabilire l’attuale valore di mercato di alcuni immobili, come il Partenone di Atene o anche solo la casa del Fauno di Pompei, per i titoli di credito ci sono meno difficoltà. Dal confronto con un’altra obbligazione dello stesso emittente (Abn Amro 8-6-2015 floater) una valutazione allineata per i Valuta Plus Certificates Euro risulta molto inferiore a 100 e vicina piuttosto a 93.

Per approfondimenti segnalo il mio articolo su Libero Mercato di oggi (20-8-2008) a pagg. 1-2, intitolato «I veri conti sui Certificates emessi dalla Abn Amro» », scaricabile anche dalle mie pagine web presso il Dipartimento di Matematica dall'indirizzo www.beppescienza.it.

Saluti

Beppe Scienza
Dipartimento di Matematica
Università di Torino

sabato 16 agosto 2008

Acqua, ricerche e 'conflitti idrici'...





Sul tema dell'acqua del rubinetto il giornalista Mario Pappagallo del 'Corriere della Sera' ha pubblicato un articolo riguardo a 'Troppo cloro nell'acqua di Milano e Venezia'. L'articolo è ineccepibile alla prima vista dei lettori.
Quando si affronta un argomento così delicato (dal momento che dietro al business delle acque minerali girano miliardi di euro tra imballaggi in plastica-petrolio, trasporti-carbornati-petrolio, pubblicità, risorse idriche etc) però è sempre interessante scavare tra le righe e le sigle. Senza nulla togliere a questa ricerca, sarebbe stato interessante informare i lettori ad esempio che il Centro Europeo Ricerche Acque Minerali-CERAM citato nell'articolo svolge attività di consulenza . Come si legge nel sito del Ceram le "Le attività di consulenza specialistica e burocratica sono rivolte alle aziende che operano e/o aspirano ad entrare nel settore delle acque minerali e termali". Aziende che certamente non 'tifano' per l'acqua del rubinetto.
Il CERAM stesso diretto dal professor Massimiliano Imperato come si legge nel sito internet lavora "Insieme a Gruppi di Ricerca e Università In ambito comunitario il CERAM ha assunto il ruolo di chairman del settore delle risorse idriche minerali e termali, nell'ambito del gruppo di lavoro sulle Certificazioni di Qualità Europee Uso Risorca Acqua". Inoltre nel svilupa partnership "Insieme ad Aziende e Industrie. La stretta collaborazione tra CERAM e la "Ricerca e Sviluppo" delle imprese, produce innumerevoli esempi di miglioramento e potenziamento sia dei prodotti e delle offerte aziendali, sia della corretta divulgazione scientifica".

Sputtanare la concorrenza (acqua del rubinetto) sicuramente migliora le offerte aziendali...

Ma non è finita. Il CERAM ha organizzato nell'ambito del 1° Salone Internazionale 'Vivere in' dei Centri Benessere (che vede tra i partner Mineracqua, la lobby industriale dei produttori di acque in bottiglia e nel Comitato d'Onore ), il primo Premio Europeo Qualità Acque Minerali, premio leggiamo che "scaturisce dallo studio scientifico di tutti i parametri qualitativi delle acque minerali imbottigliate in Europa".

Senza nulla togliere alle ricerche citate e sul fatto che le reti idriche vadano migliorate, sarebbe stato interessante far conoscere anche questi aspetti sopracitati e magari scrivere ed informare contestualmente delle conseguenze ambientali e d'inquinamento causate dal business dell'acqua in bottiglia, specie in plastica.

Oppure i carburanti per i trasporti, la plastica sprecata/utilizzata o peggio bruciata non inquinano e non causano potenzialmente gravi malattie anche mortali ?

venerdì 15 agosto 2008

L'acqua in plastica distrugge la Terra ed il nostro portafoglio


Bere acqua del rubinetto è un modo pratico e semplice per risparmiare denaro, ridurre l'inquinamento e l'utilizzo/spreco di materie prime e fonti fossili, la produzione di rifiuti e pure il traffico sulle nostre strade.


L'acqua dei nostri rubinetti è potabile e controllata (a Reggio Emilia ad esempio è controllata quotidianamente da Ausl, Arpa e la stessa municipalizzata) . Per chi non ama il sapore disinfettante basta semplicemente utilizzare il 'trucco' di lasciar decantare l'acqua un po' in una caraffa o bottiglia aperta. Per chi la ama frizzante sono poi in vendita anche in Italia appositi sistemi (già in uso nel Nord Europa 10 anni fa) a ricarica per 'gasarla'.

Per i piu' dubbiosi o 'schizzonosi' un po' di calcoli , che possono far riflettere su un gesto semplice che se moltiplicato per migliaia di persone puo' risultare rivoluzionario.


Ecco i numeri del costo ambientale/economico del bere 'acqua in plastica', emersi anche grazie al lavoro divulgativo dell'amico Maurizio Pallante:


La produzione di un chilogrammo di PET , che servirà per produrre le bottiglie in plastica, richiede 17,5 chilogrammi di acqua e rilascia in atmosfera 40 grammi di idrocarburi, 25 grammi di ossidi di zolfo, 18 grammi di monossido di carbonio e 2,3 chilogrammi di anidride carbonica ( fonte Paul Mc Rande, The green guide, in State of the world 2004, Edizioni Ambiente, Milano 2004, pagg. 136-137).


Poiché una bottiglia in PET da 1,5 litri pesa 35 grammi, con un chilo di PET se ne fanno 30.


Per trasportare 45 litri d’acqua se ne consuma quasi la metà in produzione delle bottiglie in plastica!



Quanto paga e quanto inquina in un anno una persona che consuma acqua in bottiglie di plastica nella misura di 1 litro al giorno?


Trecentosessantacinque litri corrispondono a poco più di 40 confezioni da 6 bottiglie di 1,5 litri (240 bottiglie). Ai prezzi attuali il costo va da 90 a 200 euro all’anno. Tenete presente che 1.000 litri d'acqua potabile del rubinetto costano 1 EURO o poco piu' in una città media del Nord Italia.


Per trasportare 15 tonnellate, che corrispondono a 10.000 bottiglie d’acqua da 1,5 litri, un camion consuma 1 litro di gasolio ogni 4 km (25 litri ogni 100 km). Ipotizzando una percorrenza media di 1.000 km, tra andata e ritorno (l’acqua altissima e purissima che va del Sud Tirolo alla Sicilia ne percorre molti di più), il consumo di gasolio ammonta a 250 litri, ovvero 250.000 cm3 che, divisi per 10.000 bottiglie corrispondono a 25 cm3 di gasolio per bottiglia.


Moltiplicando 25 cm3 per 240 si deduce che il consumo giornaliero pro-capite di 1 litro di acqua in bottiglia comporta un consumo di 6 litri di gasolio all’anno.


A questi 6 litri di gasolio vanno aggiunti:


- i consumi di petrolio per produrre le bottiglie di plastica (8 kg per 240 bottiglie);


- i consumi di gasolio dei camion che trasportano le bottiglie di plastica vuote dalla fabbrica che le produce all’azienda che imbottiglia l’acqua e dei camion della nettezza urbana che le trasportano dai cassonetti agli impianti di smaltimento o riciclo;


- i consumi di benzina degli acquirenti nei tragitti casa – supermercato - casa e casa – cassonetti (se non si ha l'utile raccolta porta a porta) - casa.


Ipotizziamo quindi che il consumo annuo totale di combustibili fossili pro-capite di una persona che compri l’acqua in bottiglie di plastica sia di almeno di 8 litri di gasolio/benzina oltre gli 8 kg di petrolio.


Una famiglia di quattro persone , spende quindi ogni anno da 320 a 720 euro e fa bruciare almeno 32 litri di combustibili fossili per bere acqua in bottiglie di plastica invece dell’acqua potabile che sgorga dal rubinetto di casa.


A tutto questo si aggiunge poi la produzione di rifiuti che è stimata anche in un massimo di 12 chilogrammi a testa di rifiuti in plastica prodotti a famiglia, che se non riciclata, ma messa in discarica o bruciata, oltre al danno ambientale (diossine, nanopolveri ed altri inquinanti) comporta un nuovo spreco energetico (l'energia che si ricava dal bruciare plastica è minore di quella utilizzata per produrre l'oggetto) e di costi di smaltimento.



Che ne dite ? Apriamo la nostra fonte casalinga di 'San Rubinetto' ?


martedì 12 agosto 2008

Energia: -80% di consumi - Il "Modello Solvis" in Germania

Il futuro innovativo nel campo energetico, fa rima con parole come risparmio, efficienza, riduzione dei consumi ed eliminazione degli sprechi. Questi devono venire prima della costruzione di nuove centrali (anche a fonti rinnovabili) E' un mondo nuovo e veramente innovativo quello del risparmio energetico, sul quale il settore industriale, edilizio, civile devono puntare. Solo mettendo al primo posto la riduzione dei consumi e l'efficienza energetica, tagliando gli sprechi arrivando anche a risparmi dell'80% in campo industriale si prepara il terreno per l'utilizzo reale delle fonti rinnovabili come sole, vento, micro-idroelettrico, geotermico, biogas da compostaggio. Utopia ? No c'è chi già lo applica . E' la ditta Solvis, a Braunschweig in Germania che ha reso il suo impianto di produzione a "Impatto Zero" puntando sull'efficienza energetica ed arrivando ad un risparmio energetico dell'80%Chissà perchè di queste cose non se ne parla a livello di massa. Forse perchè le varie "Enel" avrebbero solo da rimetterci nella vendita di energia ? Guarda la breve intervista

venerdì 8 agosto 2008

Tibet Libero!

Tibet Libero, Blitz in Piazza Prampolini 8 Agosto 2008, a pochi minuti dall'inizio della cerimonia d'inaugurazione dei Giochi Olimpici a Pechino (Repubblica Popolare Cinese)

giovedì 31 luglio 2008

Meno 100 chili di rifiuti a testa


Ridurre i rifiuti di circa 100 chilogrammi a testa in circa un anno si puo'. Lo spiega in questo programma di riduzione denominato "-100kg" l'Associazione Comuni e Regioni Europee (ACR+).

Volere è potere. Basta applicare queste politiche virtuose. Chi non le persegue evidentemente ha altri interessi che scottano (inceneritori) o sotteranei (discariche) da difendere. E intanto il cittadino paga piu' volte: con piu' imballaggi e piu' rifiuti da smaltire.


COME RIDURRE I RIFIUTI PROCAPITE
DI -100 KG IN UN ANNO

(quantità medie pro capite annue risparmiabili a fronte di
azioni e campagne di sensibilizzazione)

ORGANICO

Promuovere compostaggio domestico
-30 Kg/anno

Promuovere azioni contro lo spreco di cibo -8 Kg/anno

SANITARI

Utilizzare pannolini/sanitari riciclabili -2 Kg/anno*
*(330 kg circa per ogni bambino)

CARTA


Scoraggiare invio di volantini e giornali indesiderati -5 Kg/anno

Incoraggiare la dematerializzazione (scuola-uffici) -10 Kg/anno


IMBALLAGGI (cartone/plastica)

Scelta prodotti con imballaggi a rendere
-12 Kg/ann

Promuovere acqua del rubinetto -2 Kg/anno

Utilizzo sacchetti e borse multiuso -1 Kg/anno

Misure contro doppi/tripli imballaggi -10 Kg/anno

ALTRI MATERIALI

Promuovere riutilizzo abiti -4 Kg/anno

Promuovere riutilizzo giocattoli, forniture etc. -10 Kg/anno

Misure contro acquisti eccessivi -3 Kg/anno

Fonte: Internal working Group 2006– ACR+
www.acrplus.org/-kg

mercoledì 30 luglio 2008

Il Libro: Un programma politico per la descrescita


E' uscito il nuovo libro a cura di Maurizio Pallante e con prefazione di Beppe Grillo "Un programma politico per la decrescita". In 265 pagine sono raccolti interventi e proposte di diversi autori (Marco Travaglio, Maurizio Pallante, Walter Ganapini, Federico Valerio, Marco Boschini, Matteo Incerti, Marco Cedolin, Paolo Ermani, Marino Ruzzenenti etc.) sui temi come energia, mobilità, edilizia, rifiuti, produzione, ambiente . Con questo libro utile e pieno di proposte innovative il Movimento per la decrescita felice di Maurizio Pallante, si propone di mettere in rete le esperiene di persone e gruppi che hanno deciso di vivere meglio consumando meno; di incoraggiare rapporti interpersonali fondati sul dono e la reciprocità anzichè sulla competizione e la concorrenza; di utilizzare e favorire la diffusione delle tecnologie che riducono l'impronta ecologica, gli sprechi energetici e la produzione di rifiuti; di impegnarsi politicamente affinchè questi obiettivi siano perseguiti anche dalle pubbliche amministrazioni, dallo stato, e dagli organismi internazionali. "A tal fine è necessario eaborare un paradigma culturale alternativo al sistema dei valori fondato sull'ossessione della crescita economica illimitata che caraterizzail modo di produzione industriale" spiega Maurizio Pallante. "Dall'attuale concezione di un "fare finalizzato a fare sempre di più", il lavoro dovrà tornare ad essere un fare "bene" finalizzato a rendere il mondo più bello e ospitale per tutti i viventi" continua Pallante. Di questa elaborazione, resa drammaticamente urgente dalla necessità di impedire che l'effetto serra esca fuori controllo, le Edizioni della Decrescita felice si propongono di essere un tassello, costituendo un laboratorio di idee per un rinascimento ancora possibile.
UN PROGRAMMA POLITICO PER LA DECRESCITA -Maurizio Pallante e Autori Vari (Edizioni della Decrescita Felice - Euro 15). In tutte le migliori librerie. Per ordinarlo online dal sito PAEA http://ecom.paea.it/prodotti/_programma_politico_per_la_decrescita.php

domenica 27 luglio 2008

"Una medaglia per aiutare il Tibet"

Tre reggiani alle ParaOlimpiadi con il Primo Tricolore. Fabio Azzolini, Filippo Bonacini e Cecilia Camellini, hanno ricevuto copia del Primo Tricolore, come vessillo augurale in vista dei Giochi Paraolimpici ai quali parteciperanno a Pechino dal 6 al 17 settembre. A donare loro la bandiera l’assessore comunale di Reggio Giovanni Catellani ed il presidente provinciale del Coni Doriano Corghi. A Pechino Fabio Azzolini, costretto su una sedia a rotelle dal 1993 dopo un incidente d’auto si cimenterà nel tiro con l’arco. Questa è l’unica disciplina olimpica in cui disabili e normodotati si confrontano insieme gareggiando potenzialmente alla pari. Se infatti Azzolini avesse raggiunto abbastanza punti avrebbe potuto qualificarsi anche per le Olimpiadi che inizieranno il 6 agosto. Filippi Bonacini, 24 anni e Cecilia Camellini 16 anni gareggeranno invece nel nuoto. “Per Reggio è una grande soddisfazione” dice Vincenzo Tota responsabile provinciale della federazione sport disabili. “L’evento sarà importantissimo e darà grande importanza al valore sociale della pratica sportiva per tutti” spiega Mario Guidetti già delegato del Comitato Italiano Paraolimpico.
“ Ci sarà una specie di gemellaggio tra Reggio e Modena– spiega Azzolini originario di Casalgrande – io sono reggiano ma gareggio per l’Asam Modena mentre Cecilia Camellini è modenese ma gareggia per la Ads Tricolore di Reggio”. Cecilia, sarà anche portabandiera dell’ Italia. Per tutti è la prima volta. “Siamo pronti e ci stiamo allenando” dice Cecilia che fino ad oggi ha partecipato a numerose competizioni nazionali ed internazionali. Nella vasca olimpica anche Filippo Bonacini (Asd Tricolore) classe ’84 nella vita di tutti i giorni studente postlaurea al corso di consulenza e gestione d’impresa. “Il successo di questi tre atleti è anche il successo di tutto il sistema dello sport di base e del volontariato reggiano” spiega l’assessore Catellani. Azzolini a margine della cerimonia, ha un pensiero per il Tibet , che esprime in maniera molto diplomatica ma chiara. “ Ho visto un programma che ha spiegato come nella storia le Olimpiadi siano sempre state un modo per far emergere aspetti nascosti dei paesi organizzatori, probabilmente c’è questa tendenza della Cina a non far vedere nulla – dice – se è buono per un atleta vincere una medaglia, questo deve essere utile anche per il Tibet a risolvere il loro problemi, il tutto naturalmente in maniera civile”.
Matteo Incerti (Il Resto del Carlino 27.07.2008)

giovedì 24 luglio 2008

Una corsa nel deserto di 108 chilometri




Una corsa di 108 chilometri nel deserto del Namib, in soli quattro giorni.Tra antilopi, orici, struzzi,rocce, sabbia, savana. E' l'impresa compiutada due reggiani il 39enne Matteo Ferretti, nella vita di tutti i giornititolare della Rossi Timbri ed il 38enne Nicola Fontanesi che insieme allamadre Angela Morandi gestisce l'omonimo albergo in via Emilia San Pietro.Ferretti e Fontanesi sono appena rientrati dalla lunga marcia compiuta neldeserto della Namibia, nel cuore dell'Africa meridionale. Partiti dopoquattro mesi di duri allenamenti ed una maratona a Montecarlo, i due hannopartecipato alla '100 chilometri del deserto del Namib'. Una garapodistica estrema che unisce sport, fatica e turismo in zone inesploratedell'Africa.Trentaquattro i partecipanti provenienti da Italia, NamibiaIrlanda, Cina,Stati Uniti d'America, Austria e Germania. I due reggianialla fine hanno tagliato il traguardo a metà classifica. QuattordicesimoFerretti, figlio dell'ex rallysta 'John John' Ferretti. SedicesimoFontanesi, che negli anni '80-'90 ha giocato a football americano negliHogs, e che, finita la sua marcia, due sabati fa ha seguito il Superbowlvinto a Bologna dai 'porcellini' in diretta internet dall'Africa. Quattrole tappe di questa corsa di 108 chilometri che ha percorso zone disabitatedella Namibia che sono anche parco naturale inaccessibile all'uomo e perle quali l'organizzazione ha ricevuto un permesso speciale. «E' stata unacorsa indescrivibile - spiega Nicola Fontanesi -la fatica veniva ripagatada paesaggi da sogno». «Correvi tra sabbia, antilopi, scorpioni, rocce -aggiunge Ferretti - nonostante la fatica il paesaggio rendeva tutto piùleggero, alla fine è stata molto meno faticosa di altre maratone». Digiorno i due reggiani hanno percorso le tappe ad una temperatura media di18 gradi.«Ora in Namibia è inverno - spiega Fontanesi - si correva con ilclima ideale, sole caldo e vento gelido, di notte poi la temperaturascendeva fino a 5 gradi e faceva molto freddo». La tappa più dura, laterza, una vera e propria maratona di 42 chilometri.«Con la strana sensazione di perderti nel deserto» spiega Fontanesi che hachiuso la tappa più dura quattordicesimo in 4 ore e 18 minuti mentreFerretti è giunto sedicesimo in 4 ore e 22 minuti.I due rivelano altri particolari.a«La sera era il momento del rito dei piedi - spiega Fontanesi - ognunoaiutava gli altri concorrenti nel rimettere in sesto i piedi martoriatidalla corsa curando veschiche, levando unghie...Per fortuna io non ho maiavuto problemi». Dopo il 'pedicure' all'alba di nuovo in marcia. Con unequipaggiamento minimo in spalla. Due litri d'acqua, barrette energetiche,telo e fischietto. «L'unico modo per chiamare aiuto se qualcuno si fossefatto male era fischiare nel deserto gli assistenti di gara che erano adistanza dei tracciati di qualche chilometri sarebbero intervenuti» spiegaFontanesi. La gioia più grande ? «Arrivare al traguardo ti da unasensazione unica» dicono i due.Dopo la grande impresa Fontanesi e Ferretti pensano alla prossima impresa.«Prima di questa gara avevo giurato che avrei appeso le scarpe al chiodo -dice Ferretti - poi provato queste emozioni ho trovato nuovi stimoli».Fontanesi invece vorrebbe partecipare tra un anno alla più celebre dellemaratone estreme: «La Gobi March 250 chilometri nel deserto del nord ovestdella Cina» .
Matteo Incerti

(IL RESTO DEL CARLINO - REGGIO EMILIA 24/07/2008)

mercoledì 23 luglio 2008

PNT : il piano Anida-Confindustria per costruire 50 inceneritori


Lo ha presentato Anida-Confindustria. Raccolta differenziata "minimizzata" per realizzare 50 nuovi forni (8 in più in Emilia Romagna) con investimenti di 10 miliardi di euro pubblici. Per differenziata e compostaggio investimenti 6 volte inferiori.

ROMA -Ritorna alla carica la lobby degli inceneritori. Lo fa con un vero e proprio piano industriale per realizzare ben 50 nuovi forni da qui al 2020. A presentare quello che viene chiamato con nome in ‘codice’ PNT (Piano Nazionale Termovalorizzatori), l’Anida, l’associazione nazionale imprese difesa ambiente di Confindustria, che dispetto al nome raggruppa attorno a se le maggiori imprese costruttrici d’impianti d’ incenerimento che , ricordiamolo, dalla legge sono classificati come “impianti insalubri di prima classe”. Il piano è stato presentato lunedì scorso a Roma dai vertici di Anida a dispetto anche delle recenti normative europee che prevedono che l’incenerimento sia comunque al penultimo posto nella gerarchia d’interventi
delle politiche dell’Unione Europea come viene chiaramente indicato anche da fonti d’informazione confindustriali (Sole 24 Ore Clicca qui) come “il riciclo è meglio degli inceneritori”. Per Anida l’Italia nei prossimi anni dovrebbe arrivare a bruciare il 40% dei rifiuti (la Germania dati resi noti anche da Enel nel 2006 ne bruciava il 22%).
Evitando qualsiasi tecnologia alternativa all’incenerimento come ad esempio il Trattamento Meccanico Biologico (che riduce selezionandoli ed essidcandoli a freddo di per sé del 30-40% i rifiuti indifferenziati che riceve) o l’implementazione di Centri Riciclo come quelli partiti in provincia di Treviso che ricavano sabbie sintetiche e plastiche per edilizia dagli scarti non riciclabili. Tutte scelte queste che oltre ad essere più convenienti a livello ambientale come indicano diversi studi comparati, lo sono a livello economico per le tasche di cittadini ed imprese (escluse naturalmente quelle che costruiscono inceneritori o sono collegate ad esse ).
Se per l’Unione Europea riduzione, riciclo, compostaggio altre forme di trattamento vengono prima nelle priorità d’intervento degli inceneritori (clicca qui) Anida propone da qui al 2020 di investire 10 miliardi di euro per costruire 50 forni. Con 7 miliardi di euro pubblici da qui al 2015 per i primi 35 nuovi inceneritori ed al 2020 altri 3 miliardi di euro per i restanti 15. Ricordiamo che l’Italia ha già 51 termodistruttori di rifiuti. E la raccolta differenziata e compostaggio ? Per loro solo le ‘briciole’.
Da oggi al 2015 Anida-Confindustria propone investimenti pubblici di 200 milioni di euro l’anno contro 1 miliardo di euro anno per costruire inceneritori. Entro il 2020 100 milioni di euro anno contro investimenti pubblici di 600 milioni di euro anno per altri forni. In pratica si investe 5/6 volte di più sugli inceneritori che se tutto il resto che è preferibile sia a livello legislativo europeo che per scelte ambientali alla combustione di rifiuti.
Raccolta differenziata “minimizzata”
Nonostante oramai migliaia d’esperienze, dimostrano come con riduzione e raccolta differenziata porta a porta con tariffa puntuale per cittadini ed imprese, si possano raggiungere in poco tempo anche percentuali che variano dal 65% all’85% di materiali riciclati , nonostante una legge nazionale chieda il 65% di differenziata minimo entro il 2012, nonostante le più avanzate politiche in materia che si stanno attuando negli Stati Uniti puntano a “Rifiuti Zero”, il piano Anida prevede di estendere la raccolta differenziata, solo quel poco che renda possibile la realizzazione di nuovi inceneritori. Qualche esempio. L’Emilia Romagna oggi ricicla il 33,3% (dati 2006) per Anida da qui al 2015 deve salire solo fino al 40%. Il Veneto che è una delle regione che brucia meno in Italia è già al 50% salga solo fino al 60% di differenziata. La Lombardia dal 43% passi nei prossimi 7 anni al 50%. Tutte le Regioni del centrosud poi non superino il 35%.
I FORNI – L’intento è chiaro permettere al realizzazione di nuovi inceneritori invece di chiuderne generalizzando la raccolta differenziata porta a porta, compostaggio e trattamento meccanico biologico. Il piano Anida prevede comde detto 50 nuovi inceneritori da 165.000 tonnellate annue bruciate nei prossimi anni da qui al 2020. Dove ? 4 in Liguria,13 in Campania, 7 nuovi in Lombardia, 8 in Emilia Romagna, 12 in Sicilia, 7 in Piemonte, 1 in Val d'Aosta, 1 in Trentino, 5 in Veneto,2 in Friuli Venezia Giulia, 9 in Toscana, 2 in Umbria, 4 nelle Marche, 3 in Abruzzo, 1 Molise, 9 in Puglia, 1 Basilicata, 3 in Calabria, 3 in Sardegna.


Matteo Incerti (pubblicato su ReggioNelWeb.it n. 279 del 22/7/2008 )

Piu' case e piu' cemento: un male per tutti



REGGIO EMILIA - Cemento in crisi ? Non puo’ che fare bene alla società”. A sostenerlo è Marco Montanari, docente all’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale di Milano ed osservatore elettorale per la Commissione Europea e Osce.

Montanari perché a suo avviso i maggiori problemi in Italia sono stati causati dalla cementificazione selvaggia del territorio ?

Partiamo da un dato di fatto comune a molte città italiane che in questi ultimi anni hanno avuto un boom edilizio enorme. Ricordo il caso eclatante di Reggio Emilia che ha avuto negli ultimi cinque anni una crescita dei volumi edificatori 5 volte superiore quello di Bologna e ricordiamo che siamo in pianura padana nella zona più popolata ed inquinata d’Europa dove il territorio dato è quello, non si può…allargare
Cosa è successo a Reggio Emilia ?
Mantenendo inalterato il territorio, la popolazione ha iniziato a crescere in maniera vertiginosa, arrivando 170.000 abitanti per il capoluogo in pochissimi anni, clandestini inclusi che la Caritas di Reggio stima prudenzialmente in circa 6.000 unità. Ai tempi di quella che veniva chiamata la “Reggio felix” per una crescita del genere ci volevano 15 anni”

Ed in tutto questo fenomeno di crescita incontrollata come si inserisce la cementificazione ?“

Tutto questo fenomeno è stato avviato da quello che chiamo “il sacco di Reggio”, cioè dalla cementificazione selvaggia del territorio basata sull’idea che l’amministrazione locale dovesse far cassa facendo costruire a più non posso”
A che cosa porta questa politica ?
“La cementificazione del territorio è un’attività ad alta intensità di capitale, ci vogliono grandi investimenti e relativamente poca manodopera e dequalificata. Mentre al contrario ad esempio la ristrutturazione e l’investimento sul risparmio energetico e l’efficienza con il recupero di vecchie abitazioni che sprecano energia sarebbe una attività che coinvolgerebbe moltissimi professionisti qualificati”
Sempre tornando a Reggio Emilia, sua città natale, cosa è successo ?
La cementificazione, qui come altrove, è affamata di manodopera dequalificata a anche di lavoro in nero, sfruttamento, caporalato, riciclaggio di denaro sporco della criminalità. Di pari passo a Reggio Emilia la cementificazione ha portato all’esplosione del fenomeno dell’immigrazione. Dai dati del Comune a maggio di quest’anno i residenti extracomunitari in città erano il 13,92% otto anni fa erano il 5,41%. Questo ha portato a parità di territorio ad avere più inquinamento, traffico, criminalità, degrado sociale, meno benessere per tutti , guerre tra poveri, crescita della xenofobia e la crisi gravissima dei servizi sociali che sono strutturati per una città benestante di 130.000 abitanti. Adeguare i servizi sociali, visto che ogni cittadino ne ha diritto, significa far andare fuori controllo la spesa pubblica.

Lei sembra parlare in modo critico del fenomeno dell'immigrazione

“Gli immigrati sono le prime vittime del fenomeno di inseguire il falso “mito” del PIL.L’immigrazione di massa in realtà è causata proprio da coloro che propongono a livello politico ede economico questo modello di pseudocrescita illimitata e che sono poi i primi ad urlare “stop agli stranieri”

Ma l’immigrazione non è necessaria per l’economia ?

Per sfatare questo mito invito alla lettura dell’ultimo rapporto sull’immigrazione redatto dalla Camera dei Lord di Londra. La sintesi di questo studio è. L’immigrazione di milioni di persone non è una risposta ai problemi delle società contemporanee. Anzi si dimostra che si crea una guerra tra poveri , dove l’economia , la società ed i lavoratori ne risentono tutti”

A suo avviso cosa si puo’ fare ?

“La ricetta è la decrescita. Significa più posti di lavoro qualificati con l’applicazione di nuove tecnologie per il risparmio energetico, le fonti rinnovabili, il recupero di edifici esistenti senza sprecare ulteriore territorio. Descrecita significa meno traffico, meno sprechi ,meno rifiuti, meno consumi energetici e quindi maggiori risorse di cui disporre, meno inquinamento, più benessere e qualità della vita e stop allo sfruttamento dei paesi più poveri. Cose che sosteneva anche Robert Kennedy. Pil e benessere non sono legati”I

In molti sostengono che sia una teoria anti-industriale

“Al contrario. Prendiamo l’edilizia. Non si propone la morte del settore. Ma che cambi pelle e che dalla quantità passi alla qualità investendo su risparmio, efficienza, recupero, restauro, fonti pulite e rinnovabili. Non su nuove costruzioni e sprechi energetici e di materie”

(intervista di Matteo Incerti pubblicata sulla rivista VALORI numero 61 luglio/agosto 2008).

martedì 15 luglio 2008

"L'Abi contro la raccolta differenziata"


L'ingegnere Paolo Rabitti, mantovano consulente della Procura di Napoli nel processo che mette sotto accusa i vertici politici della Campania ed Impregilo rileva nel libro "Ecoballe" (edizione Aliberti 2008) l'incredibile vicenda di una lettera inviata nel 1998 da Giuseppe Zadra , Presidente dell'Associazione Bancaria Italiana all'allora Commissario presidente della Campania Antonio Rastrelli. Rabitti, ingegnere , urbanista e docente universitario è stato consulente tecnico delle procure in innumerevoli casi, dal Petrolchimico di Marghera, per conto del Pm Felice Casson, al processo Enel di Porto Tolle; dal Petrolchimico di Brindisi alla causa per l'inquinamento da DDT nell Lago Maggiore. Le sue relazioni tecniche per la Procura di Napoli sono un fulcro dell'accusa nel processo sullo scandalo rifiuti.


Ingegner Rabitti lei ha scoperto una lettera dell'ABI che si è intromessa a piedi pari in una gara d'appalto europea di fatto chiedendo di bloccare la raccolta differenziata. Che cosa è emerso da cui documenti?
La gara d'appalto era del 1998 per lo smaltimento dei rifiuti della Campania. A gara in corso arriva al presidente della Regione una lettera dell'ABI, la quale dice che le famose 'ecoballe' invece di smaltire subito come da contratto, dovevano essere tenute per essere smaltite piu' avanti, e che se i cittadini napoletani non avessero conferito i rifiuti pattuiti avrebbero dovuto pagare.

Questo cosa significa in concreto?
Significa che avrebbero dovuto pagare due volte. Per smaltire i rifiuti e per non smaltirli e questo evidentemente è un freno fortissimo per la messa a punto della raccolta differenziata.

Quindi l'ABI chiedeva di disincentivare la raccolta differenziata di fatto?
Di fatto l'ABI chiedeva di pagare due volte, e che ci fossero dei limiti per il conferimento da parte dei Comuni. I Comuni dovevano conferire i rifiuti pattuiti. Se andavano di sotto la quantità pattuita dovevano pagare e quindi i Comuni non avevano convenienza a smaltire i rifiuti via raccolta differenziata avevano convenienza a smaltire i rifiuti una volta sola.

Sotto c'è sempre il business, tramite incentivi statali con le nostre bollette della luce, all'incenerimento con i cip6.
Certo se mi conviene smaltire i rifiiuti perchè mi danno un sacco di soldi per bruciarli è evidente che non ho convenienze ad andare verso la raccolta differenziata e chi vince la gara d'appalto per bruciare rifiuti ha convenienza a tenersi quei rifiuti li come hanno fatto con le "ecoballe" in attesa di poterli bruciare prima o poi con gli incentivi che sono pagati dalla gente sulla bolletta dell'Enel

Incentivi illegali per l'Unione Europea in quanto non conformi con la direttiva 2001/77 sulle fonti rinnovabili e ritenuti Aiuti di Stato.
Si adesso sono illegali prima erano legali e basati su una mistificazione del contributo sulle energie rinnovabili perchè erano "rinnovabili e assimilate" c'era scritto"

Matteo Incerti (pubblicata su ReggioNelWeb.it n. 278 del 15/7/2008 )


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lunedì 14 luglio 2008

Hogs, Superbowl da favola




BOLOGNA - Semplicemente da favola. Gli Hogs hanno scritto un pezzo di storia sportiva di questa città e provincia vincendo il XXVIII° Superbowl, lo scudetto di massima serie di football americano. Quando alle 23.22 di sabato l’arbitro ha alzato l’ovale di fronte ai 3.000 spettatori accorsi al “Bernardi” di Bologna (tra questi 300 coloratissimi e rumorosi tifosi granata) suggellando il 28-14 finale per Reggio sui favoriti Warriors Bologna, il pensiero del presidente Davide Ruozzi di Gianfranco Sessi, Giovanni Cantù e tanti altri che 24 anni fa fondarono gli Hogs è andato alle origini. Di quando gruppi di amici appassionati di football di Reggio, Bassa e Montagna che si lanciavano i primi palloni nei prati davanti al Mirabello e giocavano in riva al Po con pettorine da motocross e e protezioni in gommapiuma, si riuninirono per fondare gli Hogs. Allora tutti sognavano quella finale. Un traguardo raggiunto sabato nel “tempio del football” nostrano. La ex Lunetta Gamberini di Bologna, che è la piccola San Siro di questo sport.
Il sogno è iniziato alle 20.45 con l’entrata in campo davanti ai 3.000 spettatori allo stadio , la diretta tv su E’Tv-Teletricolore via satellite ed in mondovisione via internet. Sugli spalti 300 tifosi giunti da Reggio con centinaia di bandiere granata. Qualcuna presa in soffitta dagli anni delle promozioni in serie A della Reggiana. Gli ex allenatori e giocatori Usa Jimmy Nolan , Bobby Chavez, Jeff Buck a fare il tifo via internet dalla California, così come i parenti di coach Dwaine Hatch connessi da mezzi Stati Uniti. I granata entrano in campo in fila mano nella mano, lentamente sulle note dell’ “Ultimo dei Moicani”. Niente sfarzi. Tutti concentrati per prepararsi alla “battaglia”. Inno nazionale , la monetina lanciata dall’eterna bellezza Susanna Huckstep, Miss Italia 1984 e si inizia. Gli Hogs emozionati perdono palla. Poi la difesa sale in cattedra e blocca i Warriors, alla loro sesta finale scudetto. I granata riprendono palla e segnano con Fabrizio Vaccari, che alla fine risulterà il miglior giocatore della partita. Un premio alla carriera visto che Vaccari, ha deciso di appendere casco e spalliera al chiodo. Trasforma Fiorillo e si va sull’8-0. La difesa fa un nuovo miracolo ed intercetta con Renato Frignani. Gli Hogs che raddoppiano con Gianluca Fiorillo che alla fine sarà il miglior marcatore dell’incontro con 16 punti. Si va sul 14-0. I Warriors accorciano con Busi. Gli Hogs amano complicarsi la vita e con una serie di incredibili falli falliscono il 20-7 prima del riposo.Nella ripresa segna ancora Fiorillo. I Warriors si rifanno sotto con Arena (20-14), ma Michele Calò intercetta decisivo e Max Trenti mette il colpo del ko con una corsa di 60 yards.28-14. Gli ultimi minuti trascorrono con la difesa che giganteggia con Tukpeh, Ligabue e Fontanesi. E’ finita. Gli Hogs sono campioni d’Italia. Lacrime e gioia in campo. Dopo mezz’ora di festeggiamenti il presidente Davide Ruozzi alza la coppa al cielo in una marea di coriandoli tricolori. “E’ il premio per 24 anni di sport vissuti con solo con grande passione, siamo pronti alla sfida Eurobowl, la Coppa Campioni 2009!”


(Matteo Incerti, IL RESTO DEL CARLINO 14 Luglio 2008)

martedì 1 luglio 2008

Notizie scomparse: Berlusconi:"potrebbe esserci meno bisogno di termovalorizzatori"


Porta a porta e differenziata all’80% per tutti i Comuni ? ''Se fosse cosi' potrebbe esserci meno bisogno di termovalorizzatori''. Cosi', tenetevi forte, il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha commentato, di getto il 1 luglio scorso ad Acerra, il resoconto del sindaco di Massalubrense (provincia di Napoli), che ha appena finito di raccontare come ha portato, utilizzando il metodo porta a porta la raccolta differenziata del suo piccolo comune di circa 13.000 abitanti dal 25% all'82% in un solo anno. Il commento a caldo (e di onesto buonsenso ammettiamolo) di Berlusconi riportato dall’agenzia di stampa ASCA, “stranamente” il giorno seguente è stato ripreso solo dal ‘Mattino’ di Napoli (senza enfatizzarlo). Evidentemente l’inceneritorista Berlusconi che ammette che generalizzando la differenziata spinta con il porta a porta si evitano inceneritori e smentisce il suo piano rifiuti, non fa notizia… Guai a far capire ai cittadini come stanno le cose e danneggiare la lobby assistita (con i nostri soldi) degli inceneritori che tanto sta a cuore a Pdl e Pd.

Agenzia ASCA del 1 luglio 2008
RIFIUTI: BERLUSCONI, POTREBBE ESSERCI MENO BISOGNO DI TERMOVALORIZZATORI


(ASCA) - Acerra (Na), 1 lug - ''Se fosse cosi' potrebbe esserci meno bisogno di termovalorizzatori''. Cosi' il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, commenta, di getto, il resoconto del sindaco di Massalubrense (provincia di Napoli), che ha appena finito di raccontare come ha portato la raccolta differenziata del suo piccolo comune (circa 13.000 abitanti) dal 25% all'82% in un solo anno solare. Quello riferito ai cronisti direttamente dal primo cittadino di Massalubrense, nel corso della conferenza stampa, e' un vero e proprio record, non solo a livello napoletano e campano, sottolinea il premier, ma a livello nazionale. Leone Gargiulo, sindaco di Massalubrense, ha appena fornito, in diretta tv, al presidente del Consiglio, un dato estremamente significativo: ''Da aprile 2007 ad aprile 2008, grazie alla raccolta differenziata cosi' alta, abbiamo ridotto il volume complessivo dei rifiuti da conferire in discarica di circa il 60%. Da 600 tonnellate siamo arrivati a 135''. Una indicazione estremamente iportanete che porta Berluscnoi alla considerazione per cui, se si arrivase a un livello cosi' alto di raccolta differenziata, ci potrebbe essere ''meno bisogno di termovalorizzatori''. Nel decreto legge voluto dal premier e entrato in vigore il 23 maggio scorso, proprio per facilitare lo smaltimento di tonnellate e tonnelate di rifiuti, e' stato infatti, inserito nel programma globale del ciclo di smaltimento della Campania un quarto impianto di termovalorizzazione da costruire nel comune di Napoli. Fino ad allora oltre al costruendo termovalorizzatore di Acerra erano stati programmati (ed avviati gli iter burocratici) per altri due impianti quello di Salerno e quello di Santa Maria La Fossa (Caserta).dqu/sam/rob

LInk notizia agenzia ASCA

martedì 24 giugno 2008

"Caro benzina ? Filiera corta solidale a tutto G.A.S."


REGGIO EMILIA- “Sciopero dei Tir? Caro benzina e prezzi? Nessun problema, filiera corta a tutto G.A.S.” Con questo slogan gli Amici di Beppe Grillo di Reggio hanno lanciato il Gruppo di Acquisto Solidale che ad oggi coinvolge 22 famiglie di Reggio e la Bassa ma conta ad espandersi con la creazione di diversi sottogruppi autonomi dislocati sul territorio. Tre i promotori di questa idea. Rossella Di Monda, Matteo Olivieri e Vito Cerullo, assiduo commentatore di Reggio nel Web.

Vito Cerullo qual è la filosofia del Gruppo di Acquisto Solidale degli Amici di Beppe Grillo?
Punto di partenza: il G.A.S. Amici di Beppe Grillo Reggio Emilia non ha fini di lucro, agisce solo come supporto agli iscritti e per la logistica. Il concetto base è quello dell’eliminazione di ogni intermediazione tra Produttore e Consumatore, sfruttando i vantaggi della scontistica concessa per acquisti numerosi/di gruppo e della Filiera Corta: meno trasporti, quindi meno inquinamento, meno intermediazione quindi meno costi, piu’ controlli e più qualità delle merci, meno imballaggi quindi meno rifiuti , sviluppo e sostegno dell’agricoltura locale di qualità.

Che merce acquistate?

In questo caso abbiamo deciso di creare un G.A.S. dedicato all’acquisto di beni alimentari da agricoltura locale/biologica, ma lo stesso concetto puo’ essere fatto per l’acquisto di altri beni. Ad esempio gli Amici di Beppe Grillo di Modena hanno creato un G.A.S. per l’acquisto di pannelli fotovoltaici ed impianti solari termici.

Che sconti siete riusciti ad ottenere?
Ad oggi è stata stipulata una convenzione con la Cooperativa agricola La Lucerna di Campegine che ha portato ad uno sconto del 20% sull’acquisto di frutta e verdura biologica. In pratica vengono concessi gli stessi prezzi di vendita che vengono fatti ai grossisti. Altri contatti sono avviati con la Cooperativa La Collina ed altre realtà aziende agricole reggiane. Il progetto è “aperto” e flessibile e tutti produttori ed i cittadini interessati possono contattarci.

Che “offerta” fate a chi aderisce?
Ad oggi è stata creata una filiera per l’acquisto di frutta e verdura da agricoltura biologica di qualità. Poi è in creazione una seconda “filiera” per l’acquisto di frutta e verdura da agricoltura tradizionale che comunque sfrutta sempre i vantaggi della filiera corta. Questa sarà dedicata a chi mette davanti a tutto il prezzo che in un momento di crisi è importante.

In quanti hanno aderito e come vi si siete organizzati?
Il nostro progetto conta l’adesione di 22 famiglie, ad oggi è suddiviso a sua volta in “sottogruppi” riferiti al territorio. A seconda delle propria residenza si aderisce al GAS più vicino. Attualmente sono presenti due gruppi : zona Reggio Emilia città e comuni limitrofi e Zona Comuni Bassa reggiana. Sono avviati i primi contatti per la creazione di un gruppo Comuni pedecollinari che potrebbe nascere da quella che in gergo viene chiamata “gemmazione” di un gruppo (in questo caso Reggio città-Comuni limitrofi) esistente.

Qual è il consiglio per creare un sottogruppo?
Siamo all’inizio, ma abbiamo raccolto l’esperienza di chi ha già creato “Gas”. Per il buon funzionamento è ottimale avere piccoli gruppi (10 massimo 20 famiglie) di persone che solitamente già si conoscono o hanno interessi comuni. Tra i vantaggi anche quello di mantenere vivi o ricreare il senso di comunità e socialità tra persone.

A sua volta come funzionano i sottogruppi di zona?
Ogni gruppo di “gasisti” a sua volta elegge al suo interno un referente-capogruppo mensile a rotazione. Sarà lui durante il mese prestabilito dal gruppo ad occuparsi degli ordini, la raccolta del denaro per i pagamenti, l’acquisto, il ritiro della merce in azienda/cooperativa e la consegna settimanale presso il luogo di appuntamento comune deciso con gli altri “gasisti”.

E chi aderisce come fa ad acquistare la merce settimanalmente?
La famiglia o il singolo aderente versano una quota simbolica di adesione (20 euro) che serve per la cassa comune. Tale cifra verrà poi scalata dai futuri acquisti una volta avviato e ben “rodato” il GAS. Settimanalmente gli aderenti ai vari gruppi di zona ordinano via internet entro il mercoledì la frutta e la verdura. L’ordine via internet viene effettuato grazie ad una speciale pagina realizzata dal gruppo informatico dell’associazione senza scopo di lucro Amici di Beppe Grillo di Reggio.

Ed il ritiro e la consegna della merce?
Il capogruppo si reca il venerdì pomeriggio (massimo sabato mattina) ad acquistare e ritirare la merce presso la cooperativa/azienda agricola convenzionata con il gruppo di zona. Il sabato mattina avviene la consegna della merce ai gasisti in un luogo prestabilito di comune accordo. I gasisti al ritiro della merce pagano il dovuto al capogruppo. E la filiera corta è realizzata! Altro che stare li a dipendere dal caro petrolio, la filiera lunga delle catene di grande distribuzione, preoccuparsi dello sciopero dei Tir ed imprecare contro il caro prezzi! In questo modo poi si da una mano concreta all’agricoltura locale e tipica

Chi volesse aderire o avere informazioni cosa puo’ fare?
Andare sul nostro sito www.grillireggiani.it Contattare i referenti del progetto via mail. Il sottoscritto o la capofila Rossella (vuolicaffe@tiscali.it). Il nostro è un progetto aperto. Il principio dei “G.A.S” è quello di ispirare azioni simili compiute anche da altri gruppi al di fuori del nostro. Siamo come un virus benefico…che diffonde i vantaggi della filiera corta e degli acquisti solidali e dell'azione civica dei cittadini che non stanno con le mani in mano ad aspettare le promesse dei politici di professione di turno che molto spesso fanno tutt'altri interessi che i nostri...


Matteo Incerti ( Reggio nel Web 24 giugno 2008)

lunedì 9 giugno 2008

Notizie scomparse: Microgenerazione batte Nucleare


Perché nessuno parla dell'ultimo studio promosso dal dipartimento dell'energia e dell'innovazione del Regno Unito e pubblicato qualche settimana fa sul Guardian?

Lo studio dimostra che se nel Regno Unito si costruissero 10 milioni di micro-impianti su abitazioni, edifici pubblici, industrie tramite microcogenerazione, micro-eolico, solare e biomasse a filiera corta, si potrebbe produrre energia elettrica annua pari a quella di 5 centrali nucleari. Il tutto con minori investimenti di denaro pubblico che per il nucleare e minori emissioni di gas serra ed altri fattori inquinanti.

La via è quindi quella della riduzione dei consumi eneregetici (con risparmio energetico, microcogenerezione, mini-centrali, coibentazione etc) unita allo sviluppo delle energie rinnovabili che con la riduzione dei consumi energetici attraverso l'efficienza diventano sempre competitivi sul mercato.

Perché questo silenzio da parte dei tg nazionali e dei grandi giornali su questi studi?


domenica 1 giugno 2008

Campania il film che non ci fanno vedere

Campania, il Film che non ci fanno vedere. Intervista all'assessore tecnico all'ambiente della Campania Walter Ganapini sullo scandale rifiuti in Campania e le verità nascoste da media e politici. L'intervista è stata pubblicata sul Blog di Beppe Grillo

venerdì 30 maggio 2008

Notizie scomparse: la Sassonia non getta negli inceneritori i rifiuti campani


I rifiuti che dalla Campania vengono inviati in Sassonia ( Germania ) non vengono bruciati nei “mitici” inceneritori ma selezionati, separati, riciclati, compostati e trattati con sistema meccanico-biologico e l’unica parte secca viene utilizzata come combustibile sostitutivo in impianti industriali comunque esistenti, anziché negli inceneritori. La notizia l’ha data l’ANSA in data 21 maggio, riportando le dichiarazioni del portavoce del Ministro per l’Ambiente del Land della Sassonia, ma nessun telegiornale, “vate” giornalista, industriale o politico, si è degnato di raccontare in tutto e per tutto questa notizia, che smentirebbe clamorosamente chi propone di costruire costosissimi e dannosissimi inceneritori come panacea di tutti i mali. E nessuno tra i politici, ha ricordato che noi importiamo materie prime secondarie dalla Germania che magari provengono proprio dalla Campania… Tutti a citare i “67 inceneritori” tedeschi. Ma non ci si degna d’informare i cittadini che se nel 1992 la Germania bruciava il 36% dei suoi rifiuti oggi la media nazionale di combustione è in netto calo e (dati forniti da Enel nel 2008) nell’ultimo anno era la percentuale era scesa al 22%. Ben al di sotto delle regioni più ‘piromani’ d’Italia Lombardia ed Emilia Romagna che viaggiano oltre il 35% di quota incenerita ed hanno percentuali di differenziata nettamente inferiori della Germania. In Germania l’incenerimento è in calo mentre è in forte ascesa il Trattamento Meccanico Biologico. La normativa tedesca prevede infatti che possano essere avviati in discarica solo rifiuti pre-trattati. O tramite Trattamento Meccanico Biologico senza combustione o tramite incenerimento. Incenerimento e discarica sono inoltre tassati. L’opzione a “freddo” del Trattamento Meccanico Biologico in Italia appositamente non viene mai citata, per non indispettire e smentire le fortissime e trasversali lobby degli inceneritoristi. Già perché il T.M.B. come il Compostaggio, i Centri Riciclo e la raccolta Differenziata Porta a Porta comportano investimenti pubblici molto minori rispetto alla costruzione d’inceneritori che non stanno in piedi senza i contributi pubblici. Non sono quindi alternative appetibili a chi fa investimenti, appalti e “gioca in Borsa” con i soldi dei cittadini.
Alla faccia del libero mercato….
Riporto la notizia ANSA DEL 21 maggio
BERLINO, 21 MAG - I rifiuti campani già smaltiti in Sassonia non sono stati bruciati nei termovalorizzatori tedeschi, ma sono stati riciclati per ricavarne materie prime secondarie e composti organici che verranno venduti all´industria. Il percorso dell´immondizia italiana in Germania lo ha spiegato all´ANSA una portavoce del Ministero dell´Ambiente della Sassonia, sottolineando che niente è finito in discarica.«Questi rifiuti non sono stati bruciati» negli inceneritori, ha detto la portavoce. Anzitutto, ha spiegato sono stati separati i rifiuti organici da quelli solidi, che diventeranno poi materie prime secondarie (plastica, metallo, etc.). Il resto, «una parte minore - ha proseguito - è stato trattato in un impianto meccanico-biologico e verrà venduto alle industrie», le quali bruciano questo materiale trasformandolo così in energia. Ma il grosso dei rifiuti campani diventa materia prima secondaria. E l´Italia, oltre a fornire l´immondizia, svolge anche un ruolo importante nella fase successiva del percorso di quest´ultima. Il Paese, infatti, è al terzo posto, con 2,01 milioni di tonnellate, della graduatoria degli acquirenti di materie prime secondarie.
(ANSA) CB21-MAG-08 17:09 NNN

Matteo Incerti

(pubblicato su www.decrescitafelice.it 30 maggio 2008)

giovedì 15 maggio 2008

Banche & Inceneritori: bruciare conviene solo se paga il cittadino...


Inceneritori ? Sì.... solo con gli incentivi pubblici pagati dai cittadini. Aiuti che, è giusto ricordarlo, sono illegali per l’Unione Europea. Nel 2004 e 2005 il Servizio Ricerca di MCC Spa , appartenente al Gruppo Bancario Capitalia (che nella propria attività intratteneva rapporti creditizi con Acegas-Aps Spa, Enertad Spa, Hera Spa e anche attraverso MCC con ASM Brescia oggi A2A Spa) diede alle stampe un rapporto “Light My Fire- Il mercato dei rifiuti in Italia” dove in più paragrafi veniva chiaramente spiegato ai futuri investitori come gli incentivi pubblici forniti all’incenerimento di rifiuti nonbiodegradabili fosse di fondamentale importanza per la costruzione di questi impianti. Nel rapporto a pagina 9 si legge chiaramente. “Lo sviluppo del waste to energy resta comunque strettamente dipendente dalla presenza di forme d’incentivazione – quali in particolare l’applicazione della tariffa incentivata Cip6/92 per gli impianti accreditati e il riconoscimento di certificati verdi – che rappresentano le variabili cruciali per l’equilibrio economico finanziario della maggior parte delle iniziative”. Ed ancora “La rilevanza degli incentivi per la profittabilità dei termovalorizzatori è testimoniata dalla tendenza, manifestata da diversi operatori del settore, a procedere al revamping dell’impianto dopo la scadenza dell’incentivo, al fine di continuare a percepire questa ulteriore componente di ricavo”.Tre anni più tardi Capitalia si trasforma in Unicredit ma l’analisi non cambia. Il 29 febbraio un analisi su Actelios, la società del gruppo rileva che la capacità produttiva di Actelios dovrebbe triplicare nei prossimi anni, grazie anche alla costruzione di tre inceneritori in Sicilia. Questo insieme alla protezione offerta dalle tariffe incentivate CIP6 che “regala agli investitori una buona combinazione tra difensivismo e potenziale crescita”. Gli analisti di Unicredit, nonostante i contributi Cip6 siano stati aboliti per i futuri impianti dalla finanziaria 2007, ritengono che “l’approvazione governativa per il loro sviluppo non tarderà arrivare tenendo conto che la recente crisi dei rifiuti campani ha già spinto le autorità a concedere gli incentivi Cip6 ad un impianto simile a quelli di Actelios che ancora deve essere costruito ad Acerra”. Inoltre “ le decisioni finali sui progetti non saranno più prese da Pecoraro Scanio, ministro uscente, che fin dall’inizio si è mostrato contrario alla costruzione dei termovalorizzatori” (http://www.soldionline.it/a.pic1?EID=21270 ). L’ultimo appello per i contributi pubblici a favore di 17 inceneritori da costruire al Sud? Arriva da Confindustria. Sul Sole 24 Ore del 23 marzo (“Inceneritori senza risorse, allarme delle imprese per gli incentivi cip6”), così parlava Paride De Masi, coordinatore del Gruppo Rinnovabili di Confindustria: “senza questi contributi le banche sospenderanno i pagamenti del project financing”.
Matteo Incerti (pubblicato su rivista Valori - numero maggio 2008)

domenica 4 maggio 2008

Il futuro è Rifiuti Zero


REGGIO EMILIA -“Rifiuti Zero è il futuro, un futuro che inizia con la raccolta porta a porta”. Duecento persone hanno gremito la sala dell’Oratorio Don Bosco in via Adua, dove Gente di Reggio e altre liste civiche insieme a Comitati , Rete Rifiuti Zero e gli Amici di Beppe Grillo hanno invitato a parlare quattro esperti americani di questo sistema di riciclo totale. Una politica di medio periodo già adottata da Los Angeles, San Diego, San Francisco, Seattle,San Josè capitale della Silicon Valley, Toronto e primo, in Italia, il comune di Capannori (Lucca), 44.000 abitanti. “Rifiuti Zero è una scelta industriale ed ambientale dove rifiuti sono visti come materie prime da non sprecare, gettare o bruciare “ ha spiegato Paul Connet, professore della St. Lawrence University di New York. “La strategia parte con la riduzione e la raccolta porta a porta come avete iniziato a fare anche a Reggio, tenete presente che è dal 1995 che negli Usa non si autorizza un inceneritore”. Rick Antony, che lavora per la metropoli di San Diego, ha spiegato che “con questo sistema si può massimizzare il recupero dei materiali, con benefici economici e di occupazione per tutti”. L’economista della Califonria University Jeffrey Morris, ha spiegato che “tutte le evidenze scientifiche ed economiche condannano sia l’incenerimento che discarica dal punto di vista economico e ambientale. Stanno in piedi solo con sussidi pubblici”. Erik Lombardi, recentemente intervistato dal settimanale Usa Newsweek, ha sostenuto che “questa strategia si può fare qui come nelle metropoli come Los Angeles . Primo passo arrivare al 70% di differenziata poi servono impianti di compostaggio e centri di selezione meccanica e riciclo e studio dei materiali in collaborazione con le industrie”. Illustrando un sistema “Rifiuti Zero” che verrà costruito nelle Hawaii ha spiegato come “costi molto meno di un inceneritore o gettare in discarica”. “La serata è stata un messaggio chiaro e forte d’ innovazione civica, ambientale ed industriale” ha detto Mario Monducci consigliere di Gente di Reggio. Ad ascoltare in sala anche l’assessore all’ambiente Pinuccia Montanari, Claudio Rangone (Laboratorio), Ermete Fiaccadori (Pd). Franco Colosimo (Rosa Bianca).

(Matteo Incerti - articole de IL RESTO DEL CARLINO - Edizione Reggio 4 maggio 2008)

domenica 30 marzo 2008

"Attenti Reggio non è immune alla ndrangheta"




“Attenti Reggio e l’Emilia sanno resistere alla ndrangheta, ma non sono immuni per definizione, non sopravvalutiamo la capacità di resistere”. Così, Rita Borsellino, presidente onorario dell’associazione antimafia Libera e sorella del giudice Paolo assassinato dalla mafia nel 1992 mette in guardia la società reggiana dal costante pericolo rappresentato dalle infiltrazione malavitosa. La Borsellino, è interventa al Fuori Orario come capolista indipendente al Senato per la Sinistra Arcobaleno commentando anche le recenti indagini a Reggio sull’omicidio del figlio del boss crotonese Megna.
Rita Borsellino, recentemente lo studioso antimafia Enzo Ciconte ha esaltato la capacità di “resistenza” dei reggiani alla ndrangheta. Siamo veramente così immuni ?
“Io non credo ai luoghi immuni. Credo che ci possano essere grandi resistenze da parte di popolazioni che non hanno mai subito questo forte tipo di oppressione e quindi non sono mai state costrette a fare i conti con la paura, perché è normale che si abbia paura in questi casi”
Reggio non dorme sonni tranquilli ?
“Penso che Reggio abbia questa capacità di resistere ma bisogna stare sempre in allerta per evitare di trovarsi un giorno con un problema molto grosso da affrontare. Il problema c’è . Come c’è sicuramente questa capacità di resistere ma forse non bisogna sopravvalutarla perché non è assoluta. il rischio c’è. Bisogna stare molto attenti”.
C’è il tema del riciclaggio di denaro sporco in attività lecite ed il rischio che qualcuno veda questo fenomeno come tutto sommato “accettabile”
“Bisogna rendersi conto che il riciclaggio di denaro sporco droga l’economia ed il libero mercato perché è denaro che fa concorrenza sleale”
In che modo la ndrangheta potrebbe “contaminare” la nostra società ?
“Prendiamo l’esempio delle “ndrine” calabresi sull’economia romagnola. Se da principio ci provano con i loro stessi concittadini perché trovano terreno facile, se acquistano potere ed il potere lo acquistano con il consenso forzato della popolazione, mettendo paura e con una crescente capacità intimidatoria, nulla toglie che anche qualche elemento più debole della società locale possa cedere. E da li aumenta la loro forza. Siamo noi con le nostre risposte che che diamo forza o indeboliamo il potere dei mafiosi”


Matteo Incerti (Il Resto del Carlino - Reggio 30/3/2008)


domenica 2 marzo 2008

Dietro agli inceneritori un business fatto di consulenze ?



L’EMERGENZA RIFIUTI. Forse di vera emergenza non si tratta, ma fatto sta che i sacchetti maleodoranti per le strade di Napoli ci sono e una soluzione va trovata. Per molti gli inceneritori sono il rimedio ideale, per altri un danno anche peggiore. Contro la loro realizzazione gli abitanti scendono in piazza mentre l’Ordine dei medici dell’Emilia Romagna e quello francese chiedono una moratoria. Si parla di alternative con un minore impatto ambientale e sanitario e, oltretutto, meno costose. Alternative spesso censurate, come ricorda anche Marco Travaglio nel libro «La scomparsa dei fatti». Chi ha ragione?
Per rispondere ci si appella alle competenze tecniche di superesperti. Vengono chiamati in causa docenti universitari e politici, si organizzano studi e convegni, il tutto regolarmente finanziato in base alle normative vigenti. Sulle competenze e la serietà di questi professionisti...
nessuno ha dubbi, anche se vedere che tra gli sponsor dei corsi e dei convegni, che dovrebbero fare chiarezza ed essere neutrali e obiettivi, ci sono multinazionali che costruiscono inceneritori, suscita qualche perplessità. Tra le università italiane, il Politecnico di Milano è tra le più attraenti per chi intende occuparsi di combustione di rifiuti. Tra i suoi partner ufficiali del settore Poliplacement, la Fooster&Wheeler Italia (branca italiana di una multinazionale americana che costruisce inceneritori) e la multinazionale francese Veolia Environnement che costruisce anch’essa inceneritori e discariche. Per preparare al meglio gli esperti d’incenerimento vengono organizzati corsi universitari, come quello dei docenti Consonni e Giugliano nel 2005 per la sede di Piacenza del Politecnico di Milano con il sostegno di diverse ex municipalizzate come l’allora Ampsa, Tidone Energia del Gruppo Asm Brescia, Tesa Piacenza (oggi in Enia Spa). Tra i docenti l’ex ministro dell’Ambiente Altero Matteoli, dirigenti di Hera, Pirelli e Federambiente. Il polo scientifico di Rimini dell’università di Bologna, tra i suoi sponsor ufficiali, vede anche il gruppo Hera Spa che da Modena fino alla Romagna gestisce ben sette impianti d’incenerimento di rifiuti solidi urbani, per i quali ha chiesto anche l’ampliamento. Fino al 2007 il presidente dell’Istituto di economia delle fonti di energia (IEFE) dell’università Bocconi, è stato l’ingegner Renzo Capra, a capo di Asm Brescia. Da annotare anche il corso universitario per diventare «Tecnico superiore per il monitoraggio e la gestione dell’ambiente», realizzato anche grazie a Asm Brescia Spa.
IDEE CONFUSE: SIAMO PRO O CONTRO?L’iniziativa Nimby Forum (acronimo di Not In My Back Yard, cioè "Non nel mio cortile”), promossa da enti, istituzioni ed imprese ha invece l’intento di promuovere la costruzione d’impianti di smaltimento e infrastrutture “pesanti” spesso oggetto di contestazioni da parte delle popolazioni. Il direttore del comitato scientifico è stato in passato Andrea Gilardoni, già presidente dell’Amsa Milano e poi di Waste Italia, ramo italiano della multinazionale che costruisce, tra l’altro, inceneritori. Nell’attuale comitato scientifico di Nimby Forum troviamo anche Franco Battaglia, docente di chimica all’università di Modena e Reggio, vice presidente dell’associazione Galileo 2001 (il cui presidente onorario è Umberto Veronesi). Battaglia è noto per le sue teorie controcorrente quali l’«inesistenza di ogni inquinamento da elettrosmog » e ha definito una «bufala» i cambiamenti climatici. Recentemente ha anche dichiarato che «non conviene differenziare i rifiuti, meglio bruciarli». Tra i partner di Nimby Forum figurano aziende del settore e multiutilities: da Actelios/Gruppo Falck a AEM Milano, da Amsa Milano a Amiu Genova E ancora, tra le altre, Waste Italia, Autostrade, Edison, Enel, Endesa, Gruppo Impregilo, Stretto di Messina, TAV/Ferrovie dello Stato, Terna. Del gruppo fanno parte anche gli Amici della Terra, che se all’estero contrastano gli inceneritori in Italia li difendono a spada tratta. Misteri…
IL MONDO DELLA SANITA’ …In tema di impatto ambientale e sanitario degli inceneritori troviamo spesso impegnati Giuseppe Viviano e Loredana Musmeci dell’Istituto Superiore della Sanità. Le loro pubblicazioni più importanti in questo settore si possono trovare sul portale del Comitato Termotecnico Italiano (www.cti2000.it). Il dottor Viviano viene chiamato spesso come esperto da parte di comuni che vogliono realizzare inceneritori, come ad esempio Parma. Insieme alla dottoressa Musmeci, ai docenti Aurelio Misiti e Renato Gavasci, fanno parte del comitato scientifico di Nuova Gea, la rivista di Federambiente. Presidente dell’associazione, che riunisce le multiutility e aziende collegate, è Daniele Fortini che è anche il copresidente della Confederazione europea dei gestori d’impianti d’incenerimento, il CEWEP In tema di sanità è interessante il caso di Brescia, dove è in funzione il più grande inceneritore d’Europa, da 800 mila tonnellate di rifiuti, dell’Asm Brescia. Presso l’Asl locale è attivo da anni un registro tumori. Dal dicembre del 2004 il presidente dell’Asm è stato chiamato a far parte del Comitato Tecnico-Scientifico dello stesso registro. E la stessa Asm ha finanziato nel maggio 2006, con due borse di studio da 15 mila euro ciascuna, l’attività del registro. In Romagna invece Hera risulta tra i finanziatori di diverse attività dell’Istituto oncologico romagnolo (Ior). Lo stesso, in collaborazione con Hera, ha promosso una campagna di prevenzione per i dipendenti della multiutility. Il professor Dino Amadori, che fa parte del comitato scientifico dello Ior, lo scorso autunno ha difeso il ministro Pierluigi Bersani nella polemica scatenata dall’ordine dei medici dell’Emilia Romagna che chiedeva una moratoria sulla costruzione di nuovi inceneritori nella regione.
… E QUELLO DELLA POLITICAAlleanza Nazionale, i Ds, oggi confluiti nel Pd, e FI sono la stessa cosa quando si parla di inceneritori e finanziamenti regolarmente registrati da parte di importanti aziende del settore. Per chi si occupa di combustione di rifiuti investire su questi partiti «è una questione di vicinanza ideale». Lo ha dichiarato con chiarezza a Report su Rai3, nell’autunno 2006, l’amministratore delegato di Waste Italia, Pietro Colucci, presidente anche di Assoambiente. Sempre riguardo alla politica trasversale, Paolo Togni, già a.d. di Waste Italia e poi capo di gabinetto del ministro all’Ambiente Altero Matteoli, è tra i soci della Fondazione Sorella Natura insieme all’ex governatore di Bankitalia Antonio Fazio e al candidato premier del Pd Walter Veltroni. Tra i soci benemeriti della Fondazione Sorella Natura anche Ermete Realacci, vice presidente del Kyoto Club, l’organizzazione che punta a promuovere politiche tese a ridurre i gas-serra e ha, come soci, ex municipalizzate come Asm Brescia ed aziende del settore energetico come Eni, Enel, Edison, Pirelli.

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Matteo Incerti (pubblicato su rivista Valori marzo 2008)